Le tradizioni di Viterbo
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LE TRADIZIONI DI VITERBO:

IL CORTEO STORICO E LA FESTA DI SANTA ROSA:
Il giorno prima del Trasporto della Macchina di Santa Rosa, nel pomeriggio del 2 Settembre, si svolge il Corteo Storico, una processione secolare ma riproposta soltanto dal 1976. E' composto da circa 170 figuranti con costumi in parte originali che ricoprono una cronologia che va dal XIII al XIX secolo. E' seguito dalla processione che reca la reliquia del cuore di S. Rosa, la quale fino al 1801 precedeva direttamente il trasporto, da allora anticipata per motivi di sicurezza in seguito a incidenti. Nel 2001, in occasione del 750° anniversario della morte, è stata portata l'urna che conserva il suo corpo incorrotto.
Invece, il 4 settembre, giorno festivo per Viterbo, si svolge una Messa solenne al Santuario di S. Rosa e una caratteristica fiera delle merci, accompagnata da altre manifestazioni folkloristiche, che ricopre una vasta area del centro storico. Il Settembre Viterbese, calendario di eventi la cui durata va da Ferragosto fino ad autunno inoltrato, ha raggiunto negli ultimi anni un grande successo turistico grazie a una costante politica di promozione della Città di Viterbo e del suo momento di maggior attrazione, il trasporto della Macchina, che ha fatto poi da traino a tutti gli appuntamenti collaterali.

PROCESSIONE DEL SS. SALVATORE:
Si tratta di una celebrazione che si svolge nel Quartiere medioevale di San Pellegrino e che vanta tradizione secolare. Commemora il ritrovamento, avvenuto nel 1283 ad opera di alcuni contadini, del trittico medioevale dipinto su cuoio che attualmente è conservato nella Chiesa di S. Maria Nuova e che raffigura il Salvatore benedicente. Forse risalente agli inizi del XIII secolo, si pensa che l'opera vi era stata nascosta circa quarant'anni prima il ritrovamento per sottrarla ai saccheggi delle milizie di Federico II impegnate in un infausto assedio alla Città di Viterbo. Infatti, i cronisti del tempo riportano che l'imperatore aveva fatto saccheggiare le chiese del territorio per servirsi dei quadri in legno ricavandone scudi per i propri soldati. Il trittico fu solennemente trasportato in S. Maria Nuova, chiesa sede dell'Arte dei Bifolchi nonché luogo prediletto per assemblee comunali e per la conservazione di tesoro e archivio cittadini.
Negli anni e nei secoli successivi si volle ricordare l'evento con una grande processione, il cui baldacchino portante l'effigie del Salvatore spesso arrivò a far concorrenza alle modeste Macchine di S. Rosa di allora. La tradizione, pur perdendo un po' lo smalto dei tempi passati, si è protratta fino a oggi: tutti gli anni, a metà settembre, una copia del trittico viene portata su un carro trainato da buoi maremmani per le vie del borgo medioevale, rese ancor più suggestive dalla luce del tramonto.

PATTO D'AMORE:
E' una celebrazione in onore della Madonna della Quercia, patrona della Diocesi di Viterbo: ricorre la seconda domenica di settembre e si tratta di una processione a cui partecipano tutti gli ordini e le confraternite della città. Essa si svolge lungo il Viale Trieste che conduce al santuario mariano, risalente agli anni successivi al 1467. Si narra che il 28 agosto di quell'anno una moltitudine di fedeli raggiunse in pellegrinaggio un albero di quercia tra i cui rami il proprietario dei terreni circostanti, tale Juzzante, aveva fatto incastonare una tegola dipinta con l'immagine della Madonna, la quale venne implorata per debellare una pestilenza. Cio avvenne e il 20 settembre, a pochi giorni dall'evento, i priori viterbesi accompagnati dalle varie corporazioni, confraternite e da una grande folla, si recarono sul posto per una solenne Messa di ringraziamento celebrata all'ombra della quercia dal cardinale Pietro Gennari. Fu il sigillo del "Patto d'Amore" tra i viterbesi e la Madonna che favorì la costruzione del complesso conventuale, poi officiato dai domenicani.

PALIO DELLE BOTTI:
Tradizione rispolverata dal 1979 ma di origini secolari, si svolge nel caratteristico Quartiere medioevale di Pianoscarano e vi prendono parte le sei minuscole contrade in cui è diviso il rione (Porta Fiorita, S. Carlo, S. Andrea, Fontan di Piano, Largo Scotolatori, Diletto Carmine). Un tempo lo scopo dei contadini del passato non era tanto quello di vincere il "Palio", ma arrivare primi per "stanare" le botti alla fontana, cioè lavarle con acqua pulita prima di introdurre il vino. La gara si svolge ovviamente in tempo di vendemmia, in settembre, e per l'occasione viene fatto sgorgare vino dalla Fontana di Pianoscarano sulla piazza principale.

SAN PELLEGRINO IN FIORE : Nel cuore della Città tra il centro storico e il quartiere medioevale di San Pellegrino in un itinerario che racconta la storia, l'arte e l'architettura di questi luoghi, fiori alle finestre, sui balconi, sotto i portici, nelle vie e nelle piazzette, nei vicoli, intorno alle fontane, rendono ancora più suggestiva questa atmosfera. Nel cuore della magnifica Città medievale di Viterbo si trova il quartiere antico di San Pellegrino, costruito interamente in pietra di peperino grigio. Inizialmente la manifestazione di San Pellegrino in Fiore si svolgeva solo dentro il quartiere medioevale di S. Pellegrino poi visto il grande successo e l’alto numero di visitatori, si pensò di estenderla ad altre piazze adiacenti come piazza San Lorenzo (piazza del Duomo). Piccole piazze, fontane, palazzi storici ed infine il Palazzo Papale di stile gotico. In questa cornice ormai ogni anno dalla primavera del 1987, ha luogo la manifestazione di San Pellegrino in Fiore.

(* testi a cura di Francesco Mecucci - www.francescomecucci.it)

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