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Ogni
2 Settembre si svolge come ogni anno il tradizionale Corteo
Storico a Viterbo. Il Corteo rende omaggio,come
solenne cerimonia,alla patrona di Viterbo Santa Rosa.
Sono circa 300 i figuranti che indossano sontuosi abiti medievali
e rinascimentali tipici delle cariche civili,militari ed ecclesiastiche
più importanti della vita del Comune.
Alcuni personaggi assumono significati simbolici,come ad esempio
i boccioli di Santa Rosa,i bambini che stanno a
rappresentare il collegamento ideale che ancora oggi esiste tra
la popolazione viterbese e la Santa.
Ci sono poi gruppi di ragazze chiamate “rosine”
vestite con il classico saio grigio-viola delle suore clarisse,che
portano cesti di rose e candele da donare alla Santa.
Sono queste ultime che sfilando alternate ai figuranti del corteo
separano i costumi dei diversi secoli.
Il Corteo Storico di Viterbo è seguito da una rappresentanza
dei facchini di Santa Rosa che portano a spalla
un prezioso reliquario contenente il Cuore di Santa Rosa.
La preziosa teca dorata durante l’anno è custodita
nella chiesa di Santa Rosa accanto all’urna
che contiene il corpo della Santa. Il Corteo Storico a Viterbo
parte dal Santuario di Santa Rosa e attraversa il quartiere medievale
di San Pellegrino per arrivare fino alla cattedrale in piazza San
Lorenzo.
Da qui ha inizio la processione attraverso le vie del centro che
si conclude con il rientro della Santa presso il Santuario.
L’imponente organizzazione che opera alle spalle di questa
manifestazione si compone di numerosi artigiani che si occupano
della manifattura degli accessori e degli abiti e della realizzazione
delle acconciature per riprodurre fedelmente ogni particolare.
Estremamente precisa la ricerca dei tessuti adatti e la realizzazione
delle armi, delle corazze e delle armature
preparate con gli antichi metodi di produzione. Con il trascorrere
degli anni, il corteo si è arricchito, con l'aggiunta di
altri personaggi rappresentanti i vari secoli, fino al 1700. Il
corteo è attualmente composto da circa 300 figuranti, che
indossano costumi da podestà, capitano del popolo, governatore,
notaio, comandante delle milizie, soldato e 130 bambine chiamate
"Boccioli di S. Rosa", che rievocano i legami tra i piccoli
viterbesi di oggi e la loro Santa coetanea di ieri.
Oggi i figuranti, tra Boccioli di S. Rosa, Rosine e istituzioni
comunali, sono circa 300.
Alla testa del corteo sono un gruppo di terziari francescani
con un porta-croce al centro, seguiti da un gruppo di Rosine con
un saio grigio-violaceo, che portano ceste piene di rose e candele
in omaggio alla Santa Patrona di Viterbo.
Le Rosine rappresentano la giovine figura di S.
Rosa, e all'interno del corteo, separano i diversi secoli. Dagli
anni del dopoguerra, la processione partiva dalla Chiesa di S. Rosa
e vi ritornava, dopo aver percorso le vie principali della città.
Oggi il corteo storico ha inizio dalla Cattedrale,
dove il cuore dalla Santa rimane esposto alla venerazione dei fedeli
fin dalla mattina del due settembre. Nel pomeriggio viene solennemente
riportato al suo Santuario, infatti nell'archivio del Monastero
di S. Rosa esistono ancora due pergamene del 1512: una riguarda
il consiglio del 24 (la Giunta Comunale dell'epoca) e un'altra riguarda
in Consiglio dei 40 (la Giunta e il Consiglio Comunale al completo).
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