VISITA
AL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI VITERBO:
(* testi a cura di Francesco Mecucci - www.francescomecucci.it)
La visita al Centro Storico del Comune di
Viterbo può iniziare da Piazza del Plebiscito, sita
a breve distanza dalla grande area di parcheggio del Sacrario. Si
perviene alla piazza percorrendo Via Filippo Ascenzi, creata negli
anni '30, sulla quale prospettano il Palazzo delle Poste (Cesare
Bazzani, 1935) e il retro della Chiesa di S. Maria della Salute
(XIV secolo) con il suo splendido portale. Piazza del Plebiscito,
dominata dalla Torre dell'Orologio (1487) e con due leoni in nenfro
agli angoli, è il centro della città e fu creata verso
la metà del '200 per ospitare la nuova sede del Comune. E'
chiusa su tre lati dalle facciate dei palazzi che appartennero nei
secoli passati ai Priori, al Podestà e al Capitano del Popolo.
Degno di visita è il PALAZZO DEI PRIORI, sede dell'amministrazione
comunale, realizzato tra XIII e XVII secolo, con il bel colonnato
duecentesco e il piano nobile affrescato nel '500 (Sala Regia e
Sala del Consiglio) con temi riguardanti le origini mitologiche
viterbesi. Nel giardino è un'elegante fontana del XVII secolo,
di Filippo Caparozzi. Sul quarto lato della piazza è la Chiesa
di S. Angelo in Spatha e lo sbocco di Via Cavour, aperta nel 1573,
che taglia in due il Palazzo delle Carceri.
Imboccando Via San Lorenzo, ci si inoltra nel
nucleo più antico della città. Dopo alcuni metri,
si apre sulla destra Via Chigi con l'omonimo palazzo quattrocentesco
e poco oltre PIAZZA DEL GESU', il primitivo centro della vita urbana.
Qui si possono osservare i resti dell'antico palazzo comunale (XI
secolo), inglobati in un edificio posteriore, la Torre del Borgognone
(XII secolo), la Fontana del Gesù (1923, con frammenti rinascimentali)
e la Chiesa di San Silvestro (XI secolo), dalla semplice e singolare
struttura romanica, nota per esservi avvenuta l'uccisione di Enrico
di Cornovaglia il 13 marzo 1271, ricordata da Dante nell'inferno.
Via S. Lorenzo, che percorre a ritroso il cammino di sviluppo della
Viterbo medioevale, conduce nell'alberata Piazza della Morte, con
l'omonima fontana a fuso (XIII secolo), probabilmente la più
antica della città. Sulla piazza si affacciano anche la Loggia
di San Tommaso ('200) e la Chiesa di S. Giacinta Marescotti (1960,
vi si venera il corpo della santa di Vignanello, 1585-1640) con
il Monastero di S. Bernardino. Dalla piazza prende avvio il Ponte
del Duomo, sorto su basi etrusco-romane, fiancheggiato dal Palazzo
del Drago a sinistra e dal PALAZZO FARNESE a destra, entrambi del
'400. Siamo ormai sul Colle del Duomo, luogo del più antico
nucleo di Viterbo, il longobardo Castrum Viterbii. Al termine della
via, oltre il ponte, si apre la scenografica PIAZZA SAN LORENZO,
con la CATTEDRALE dedicata al "martire della graticola",
il CAMPANILE trecentesco a fasce bianche e brune, la CASA DI VALENTINO
DELLA PAGNOTTA (XIII secolo) e il celebre PALAZZO DEI PAPI, oltre
al Palazzo Marsciano, al Seminario e a un angolo dell'Ospedale Grande
degli Infermi.
Il Duomo fu innalzato nel XII secolo in forme romaniche, la facciata
è invece del '500, mentre l'interno ha conservato le sue
linee originarie, seppur ingentilite da alcune aggiunte successive
come le cappelle laterali. Vi si conservano quadri del Romanelli
e le reliquie dei SS. Valentino e Ilario (IV secolo), compatroni
della città. Sotto il campanile si accede al Museo del Colle
del Duomo. Il Palazzo Papale fu costruito tra 1255 e 1267 ed è
uno dei simboli di Viterbo. Sede fissa di cinque pontefici tra 1266
e 1281, fu qui che si coniò il termine "conclave"
a causa dei fatti accaduti nel 1271 durante una travagliata elezione
pontificia. La bellissima Loggia delle Benedizioni, gotica, è
un autentico merletto di pietra. Il palazzo è sede del Vescovado
e ospita la Biblioteca e Archivio Diocesano. Dal balcone della loggia
si osserva l'antichissimo Campanile di S. Maria della Cella (VIII
secolo).
Tornati in Piazza della Morte, si raggiungono
in breve tempo la CHIESA DI S. MARIA NUOVA e il QUARTIERE SAN PELLEGRINO
dove ogni anno si svolge la manifestazione San
Pellegrino in Fiore, tra i gioielli medioevali della
Città. La prima risale al 1080, è un edificio dal
puro stile romanico a tre navate e conserva affreschi di pittori
viterbesi tra XIII e XVI secolo e il trittico del SS. Salvatore
('200). Il chiostro è di origine longobarda, così
come la piccola cripta a oratorio. Il secondo è un esempio
di contrada duecentesca perfettamente conservata, dall'elevato valore
urbanistico, al cui centro si apre l'inimitabile PIAZZA SAN PELLEGRINO,
con il PALAZZO DEGLI ALESSANDRI e, sul retro, l'imponente TORRE
SCACCIARICCI. Diverse "piagge", cioè vicoli in
dislivello, conducono al Quartiere di Pianoscarano, sviluppatosi
dopo il 1148. La fontana centrale, dalla forma a fuso, fu ricostruita
dopo il 1367.
Vicinissima a S. Maria Nuova è la CHIESA DI S. GIOVANNI BATTISTA
DEL GONFALONE, interamente dipinta da pittori viterbesi del '700
e raro esempio di arte barocca locale.
Quanto esposto finora riguarda il nucleo più
antico della città, ma il centro storico viterbese annovera
numerosissimi altri monumenti dislocati nella sua vasta area.
FONTANA GRANDE, in cima a Via Cavour a cui si giunge da Piazza del
Plebiscito, è alta sette metri, coniuga diversi stili medioevali
e risale al XIII secolo, con aggiunte e restauri del '400 e '800.
E' nota in tutto il mondo. La CHIESA DI S. SISTO (da Fontana Grande
al culmine di Via Garibaldi, appena dentro Porta Romana) risale
all'Alto Medioevo e fu ampliata nel XII secolo. Consta di due campanili,
riconducibili alle due fasi di sviluppo architettonico. L'interno
è romanico, a tre navate, con presbiterio sopraelevato e
coperto da volte a botte sostenute da gigantesche colonne.
Via Mazzini conduce da Porta della Verità al SANTUARIO DI
S. ROSA, otto-novecentesco, nel quale
si conserva il Corpo della Santa Patrona (1233-1251), singolare
caso di mummificazione naturale. La cupola del Foschini (1917) è
elemento tipico del paesaggio cittadino. Lungo Via Mazzini si incontrano
ben due fontane a fuso del '200 e la CHIESA DI S. GIOVANNI EVANGELISTA,
romanica, con prezioso rosone del XIII secolo e spoglio interno
a tre navate. Parallelo a Via Mazzini è CORSO ITALIA, tradizionale
arteria di passeggio dei viterbesi, alle cui estremità sono
PIAZZA DELLE ERBE con la FONTANA DEI LEONI (XVII secolo) e Piazza
Verdi con l'ottocentesco TEATRO DELL'UNIONE di Virginio Vespignani.
Lungo il Corso è il Gran Caffè Schenardi, realizzato
nel 1818 sempre su progetto del Vespignani.
Tra la zona del Corso e quella di S. Faustino,
che ora visiteremo, scorreva un tempo la vallata del torrente Urcionio.
Negli anni '30 si decise la copertura del malsano fossato per realizzare
la rettilinea VIA MARCONI che è oggi una delle principali
strade viterbesi e l'area del Sacrario, inglobando edifici più
antichi sparsi nella zona (Oratorio di S. Maria della Peste o Sacrario
dei Caduti, del 1494; Chiesa di S. Giovanni degli Almadiani, del
'500) e realizzandone nuovi nello stile dell'architettura fascista.
Il quartiere di San Faustino si caratterizza per l'omonima fontana
a fuso del 1251, la Chiesa dei SS. Faustino e Giovita (XVIII secolo)
in cui è conservata l'immagine della Madonna di Costantinopoli
(XVI) e il Santuario della Madonna Liberatrice o della SS. Trinità,
barocco-neoclassico, con il grande chiostro rinascimentale. Prossima
è la vastissima PIAZZA DELLA ROCCA su cui prospetta la ROCCA
ALBORNOZ, eretta nel 1354 e poi rimaneggiata, sede del Museo Nazionale
Archeologico. Di fronte è la FONTANA DELLA ROCCA, disegnata
dal Vignola. In cima a una salitella è la BASILICA DI SAN
FRANCESCO, edificio gotico di notevole importanza storica, fondato
nel XIII secolo, in cui sono conservati i preziosissimi mausolei
dei papi Clemente IV e Adriano IV, rispettivamente opera di Pietro
Oderisio e Arnolfo di Cambio.
Il centro storico è tuttora racchiuso da una bellissima CINTA
MURARIA pressoché interamente conservata, che conferisce
alla città antica una forma a "fegato". La cerchia
attuale è il risultato di almeno quattro fasi di sviluppo,
tra la fine dell'XI secolo e il 1270. Quindici porte (Porta Fiorita
la più antica), alcune conservatesi nella forma medioevale,
altre ampliate in forme monumentali dal '600 in poi, numerose torri
di guardia, spettacolari tratti merlati per circa quattro km di
mura interamente circonvallabili in auto.
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