| Storia
di Vetralla: Secondo la leggenda e la fervida fantasia
di uno storico vetrallese del Settecento, Luigi Serafini, la fondazione
di Vetralla sarebbe avvenuta ad opera nientemeno che del mitico
Noè il quale, sceso dall'Arca arenatasi sulle alture di Valle
Cajana, avrebbe approfittato dell'ottimo vino prodotto da queste
parti per rinfrancarsi delle bibliche fatiche del diluvio. Per questo
grappoli d'uva e tralci di vite campeggiano in bella evidenza nello
stemma comunale. Vetralla è situata tra le pendici del Monte
Fogliano (963 metri) e le ampie distese tufacee che degradano verso
il mare proprio all'incrocio di tre grandi arterie viarie romane:
la Clodia, la Cassia e l'Aurelia. Un'altra ipotesi vorrebbe, invece,
che Vetralla fosse stata fondata dai Galli della Scizia che lo avrebbero
chiamato Veter Galla (Vecchia Gallia).
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Chiesa di S.Francesco a Vetralla:
costruita su un preesistente edificio. L'interno è a tre
navate appoggiate si grandi colonne. I numerosi affreschi di notevole
importanza, arricchiscono il patrimonio artistico dell'edificio
con opere di varie epoche, dal XII al XVII sec. La cripta è
stata completamente scavata nel tufo e dopo secoli di occultamento
è stata riportata al suo aspetto originale. |
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La zona
archeologica di Vetralla: La zona archeologica
in epoca romana era sede di una "mansio" della Via Cassia
e si trova, infatti, indicta in antichi itinerari. Sappiamo da uno
storico locale che nel '600 vi erano ancora notevoli testimonianze
di epoca romana, mentre oggi sono visibili solo alcuni resti dell'antica
Cassia e dei monumenti sepolcrali che erano eretti lungo la Via.
Nel Medioevo parte degli abitanti di Foro Cassio si spostò
verso l'attuale Vetralla ed il centro, anche se non si spense mai
del tutto, cadde piano piano in disuso: materiali di epoca romana
provenienti da Foro Cassio furono utilizzati per costruire la chiesta
di S. Francesco. Tra il '400 ed il '500, quando la situazione politica
della zona acquistò una certa stabilità, Foro Cassio
fu ripopolato.
Grotta Porcina a Vetralla: Situata lungo il percorso
della Via Clodia, nel punto in cui questa attraversa il Fosso Grignano,
la necropoli di Grotta Porcina (VII - III sec. a.C.) è costituita
da numerose tombe a fossa, da un imponente tumulo con ponte di accesso
alla sommità, un'immensa tomba a camera con soffitto a cassettoni
e numerose tombe a camera semplici con trave centrale e deposizioni
laterali.
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VETRALLA
Vetralla è
un grosso centro di aspetto in parte medievale, allungato
su un piano stretto fra due corsi d'acqua. La Collegiata
di S.Andrea Apostolo (Duomo) è un vasto edificio
già preludente al neoclassico, iniziato nel 1711
da G.B. Contini e consacrato nel 1721; conserva all'interno
alcune tele pregevoli e un reliquario in argento dorato.
La chiesa di S. Francesco è la più antica
nel comune di Vetralla: fu eretta sui resti di una precedente
costruzione risalente forse al sec. VII, nel sec. XII
fu ampliata ed assunse l'aspetto attuale. La semplice
facciata ha un pregevole portale con lunetta dai motivi
floreali. La chiesa campestre di S. Maria in Forcassi
fu dedicata a Maria S.S.Annunziata. nel 1449, in occasione
del Giubileo, quando numerosi pellegrini vi transitarono
nel corso del viaggio per Roi Nell'interno sono ancora
visibili tracce di affreschi ritraenti la Madonna. La
Rocca dei Vico, di cui rimane soltanto un rione cilindrico
merlato, era un complesso di grande importanza per la
posizione strategica sulla via Cassia. Ogni anno, l'8
di maggio, nel bosco del monte Fogliano, davanti all'eremo
di S.Angelo, si svolge la festa dello "sposalizio
dell'albero", di origine antichissima, legata ai
riti propiziatori di fecondità per un buon raccolto.
Altre manifestazioni di rilievoa Vetralla
il 17-18 giugno "Fiori alle finestre e cene in cantina"
e in dicembre una rappresentazione del Presepe vivente
lungo le del centro storico. Vetralla venne abitata dagli
Etruschi come tutta la zona, poi vennero i Romani intorno
al IV sec. a.C. e successivamente i Barbari. Durante il
medioevo fu dominata dagli Orsini, i Di Vico, gli Anguillara
e i Farnese. I Di Vico lasciarono alcune testimonianze
come il sarcofago per il figlio di Giacomo Di Vico, l'ultimo
signore di Vetralla, conservato nella chiesa di S.Francesco
ed un castello nel quale Giacomo venne catturato insieme
ai suoi tre figli Francesco, Sicuranza e Menelao prima
di essere imprigionati nella rocca di Soriano nel Cimino,
dove Giacomo venne decapitato. Innocenzo III donò
alla città una vasta estensione di boschi nel 1206,
ma fu la causa di una lunga contesa con Viterbo che ne
rivendicava il possesso. Per evitare il ripetersi di tali
controversie, tutti gli il Comune organizza una cerimonia
nei boschi di Monte Fogliano durante la quale il sindaco
sposa un'albero, da cui il nome della cerimonia sposalizio
dell'albero. Vetralla fu soggetta al tentativo di alcuni
esponenti dello Stato Pontificio di esigere lo "Ius
Primae Noctis", i diritto di trascorre la prima notte
d'amore con le giovani spose.
Ciò scatenò l'ira della popolazione che
si ribellò violentemente e la notte dei vespri
del 1493 venne ucciso il promotore di tale sopruso. il
borgo medievale custodisce grandi tesori, angoli suggestivi
e nobili palazzi. Quello che è certo è che
Vetralla era, in origine, un pagus villanoviano, come
sembra attestare la presenza di tombe a fossa risalenti
all'VIII e VI secolo a.C. rinvenute a Cerracchio e Poggio
Montano. Nel periodo etrusco Vetralla
è, probabilmente, uno dei tanti piccoli insediamenti
sparsi nella zona: nelle sue immediate vicinanze, oltre
a Norchia, troviamo tracce di insediamenti in località
Grotta Porcina (VI secolo a.C), Monte Panese e Valle Cajana.
Nel periodo romano il centro viene progressivamente abbandonato
in favore del vicino Forum Cassii. La stazione di sosta,
divenuta un vero e proprio centro abitato con tanto di
locande, scuderie, mercato e addirittura una corte di
giustizia, conosce a sua volta un progressivo abbandono
nei secoli VII - VIII a seguito delle invasioni barbariche.
A questo periodo risale la nascita del nucleo originario
dell'attuale Vetralla: un piccolo
castrum realizzato per esigenze difensive sullo sperone
roccioso che si affaccia sulla valle di S. Antonio. A
seguito della donazione di Sutri (728) Vetralla ed il
suo territorio entrano a far parte del Patrimonio di S.
Pietro. Data la posizione strategica lungo la Consolare
Cassia, a costituire l'ultimo tratto della famosa
via
Francigena, il centro subisce periodiche
distruzioni: una di queste avviene tra il 1110 e il 1134
ad opera dei Viterbesi. Ricostruito ospita, nel 1145,
papa Eugenio III che proprio da Vetralla bandisce ufficialmente
la Seconda Crociata. Il feudo viene, quindi, concesso
agli Orsini e dal 1345 ai Prefetti di Vico che, un secolo
dopo, vengono cacciati ad opera del cardinale Vitelleschi.
Dopo essere appartenuto agli Anguillara, torna sotto la
giurisdizione della Chiesa. I Vetrallesi sembrano accettare
di buon grado la protezione della Santa Sede anche se
non mancano episodi di intolleranza. Uno di questi viene
ricordato negli annali col nome di Vespri vetrallesi ed
ha luogo nel 1493 ai tempi del cardinale governatore Giovanni
Borgia, nipote di Papa Alessandro VI. Il 4 aprile 1783
Vetralla ottiene da Pio VI il titolo di "città"
e durante la dominazione francese diviene capouogo del
Cantone dei Cimini. Per tutto l'Ottocento la città
vede il passaggio sul proprio territorio di Austriaci,
Russi e Napoletani ed in numerose occasioni è coinvolta
nelle vicende del Risorgimento Italiano. Il Monumento
più prestigioso del centro storico di Vetralla
è rappresentato dall'antica Chiesa romanica di
S. Francesco. Risale all'XI secolo ed è cotruita
sui resti di un precedente edificio. L'interno è
a tre navate e conserva i resti di un pavimento cosmatesco
e numerosi affreschi. La cripta, a sei navate divise da
ventisette colonnine, risale molto probabilmente al VI
- VII secolo. In stile classicheggiante il Duomo, dedicato
a S. Andrea apostolo, fu iniziato nel 1711 da G.B. Contini.
Custodisce numerose opere che vanno dal XII al XVIII secolo.
Norchia: Situata nel comune di Viterbo
ma raggiungibile solo da Vetralla, risulta frequentata
sin dall'Età del Bronzo anche se il massimo sviluppo
la raggiunse tra il IV ed il II secolo a.C. in relazione
all'espansione della vicina Tarquinia e di seguito a quella
romana. Alla fine del I secolo a.C. Norchia fu annessa
al municipium di Tarquinia. Ulteriori notizie risalgono
al X - XI secolo quando Papa Adriano IV vi realizzò
una fortificazione con mura, torri e castello. Quest'ultimo
divesse in seguito proprietà dei Prefetti di Vico
e fu abbandonato nel 1435. Le numerose necropoli rupestri
che si svilupparono nel territorio a partire dal IV secolo
a.C. occupano le vallate del Pile, Acqualta e Biedano.
Tra i resti del complesso medioevale: la Basilica romanica
di S. Pietro (XII secolo), di cui sono oggi visibili la
zona absidale e un tratto della parete nord e la porta
medioevale. Archeologia a Vetralla: Lungo l valle del
Pile, che si raggiunge da Pian delle Vigne, sono situate
numerose serie di tombe a semidado. La prima è
dislocata lungo circa 300 mt. e presenta la caratteristica
distribuzione su due o tre ordini disposti su gradoni
di tufo. Numerose le varietà di aspetti architettonici
presenti: da quelli più semplici, con camera ipogea
nella parte inferiore, a quelli con facciata monumentale
nella terrazza superiore. In questa area sono localizzate
tre interessanti tombe: la Tomba Ciarlanti, la Toma a
Camino e la Tomba Prostila (IV secolo a.C.). Scendendo
a fondovalle e percorrendo la strada sterrata lungo il
Pile ci si imbatte in una seconda serie di tombe la più
importante delle quali è quella detta delle Tre
Teste a causa dei tre protomi (divinità?) presenti
sull'architrave della finta porta della facciata. Più
avanti ci si immette su una delle antiche vie di accesso
alla città, attraversata per tutta la sua lunghezza
dal tracciato della Via Clodia. La Chiesa di S. Maria
in Forocassio: Oggi l'unica struttura architettonica di
questa località che risulta ancora visibile è
la chiesa di S. Maria in Forcassi. Di origini antiche,
fu rimaneggiata tra l'XI ed il XII secolo e restaurata
tra il '400 ed il '500. La pianta della Chiesa si presenta
ad una aula unica, con tre absidi nella parete di fondo,
di cui la centrale più ampia. Sulla parete sinistra
è visibile la forma di un grande arco, attualmente
chiuso, che si apriva su un ampio ambiente forse una cappella
laterale. Accanto alla parete destra si ha un altro ambiente,
che poteva venire usato come sagrestia e che presenta
l'ingresso ad un vano sotterraneo, molto probabilmente
una cripta, oggi inaccessibile.
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Il borgo di Vetralla:
Fortificato da mura e torri, fu abitato fino al XIV secolo
mentre il vicino castello venne smantellato nel 1435.
Della città è ancora visibile la Porta medioevale
(di tipo ad arco con cammino di ronda e feritoie) e la
Pieve di S. Pietro, i cui resti sorgono sulla parte più
alta del colle. Ricostruita nel XII secolo, venne realizzata
con materiali di riporto di età romana. Intorno
alla parte absidale sono presenti due tombe alto medioevali
scavate nel tufo. Dopo aver superato il Biedano (con un
ponte a tre archi) la Via Clodia prosegue in direzione
di Tuscania attraverso una grande tagliata, detta Cava
Buia, profonda circa 10 metri e lunga circa 400. In alto,
sulle pareti, alcune iscrizioni medioevali e una latina
che ne ricorda il restauro. Scendendo di nuovo verso il
Pile, da un viottolo che si diparte in corrispondenza
della Porta medioevale, dopo aver oltrepassato un piccolo
ponticello ci si dirige verso sinistra. Costeggiando il
dirupo di tufo si arriva in un altro settore della necropoli
che presenta, nell'ordine inferiore, tombe a dado di piccole
Risalendone il corso si arriva in un'area ricchissima
di tombe dislocata lungo circa un chilometro e mezzo.
Nella parte superiore della rupe due straordinarie Tombe
a Tempio affiancate, della tipologia presente solo a Sovana
(Toscana). Databili agli inizi del III secolo a.C., riproducono
la facciata di un tempio con i frontoni scolpiti con figure.
Se, attraversato il ponte sul Fosse Acqualta, si svolta
a sinistra è possibile guadare il Biedano e, dopo
aver attraversato un breve tratto di bosco in direzione
della città di Vetralla, si arriva in un'altra
importante area archelogica dove è situata la Tomba
Lattanzi.
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