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L'antica città di Tuscania era già
abitata dagli Etruschi, ricca ed importante, e si avvaleva del commercio
marittimo attraverso il porto di Montalto. I Romani la conquistarono
nel III sec. a.C. e segnarono una strada che prese il nome di Clodia.
Col tempo la città riprese a vivere, ed il centro abitato
iniziò ad espandersi sul pianoro attuale, ma già nel
574 venne conquistata dai Longobardi durante la scesa verso Roma.
Carlo Magno la conquistò nel 774 e la donò alla Chiesa
che ne assunse il controllo. Ciò nonostante Tuscania fu più
volte insidiata dalle famiglie di tiranni che si contendevano i
vari feudi e fu per questo che si elesse comune libero. Durante
il XV sec. il card.Giovanni Vitelleschi, assoldato dalla S.Sede
per ristabilire l'ordine ed il possesso sui propri territori, espugnò
le grandi mura e cacciò definitivamente i tiranni. Durante
successive invasioni e conseguenti distruzioni, la città
perse molte bellezze, ma il colpo di grazia arrivò nel 1971,
quando un violento terremoto distrusse molte case, chiese ed edifici
importanti.Tutto è stato ricostruito con molta cura, ma inevitabilmente
il volto della città ha subito profondi cambiamenti.
Tuttavia rimangono innumerevoli testimonianze: le necropoli etrusche,
il centro medievale e le grandi mura perimetrali miracolosamente
ancora erette. Per chi non è mai stato a Tuscania è
doverosa una passeggiata nell'antica città dentro le mura.
Tuscania, con le sue porte e i tanti luoghi di interesse che racchiudono.
Al tempo del culmine della potenza etrusca la città, assieme
alla non lontana Tarquinia, era un punto strategico lungo le rotte
commerciali dell'Etruria meridionale e si estendeva sino al colle
dove oggi sorge la basilica di S. Pietro: qui si pensa ci fosse
l'acropoli della città etrusca. Anche in età romana
mantenne la caratteristica di estendersi su sette colli, proprio
come Roma. Tuscania assume progressivamente un ruolo egemone su
tutta l'area circostante, arrivando ad estendere la propria influenza
sino a Viterbo, che venne sottomessa come castello della città
nel 1207, e venne pervasa da un grande fervore artistico e architettonico,
favorito dal ripopolamento e dalla presenza all'interno delle mura
di molti ordini religiosi, tra i quali gli ordini mendicanti dei
Francescani e degli Agostiniani.
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TUSCANIA
La storia di Tuscania ha inizio dalla
fase finale dell’età del Bronzo. Il corso
del fiume Marta e dei suoi affluenti sono il polo di attrazione
dei primi stanziamenti arcaici nella zona, che si insediano
sui rilievi naturali formati dall'erosione delle acque.
A partire dal VII sec. a.C., bene individuati dalle rispettive
necropoli, si definiscono sette insediamenti, collocati
sulle alture che si snodano a sud e a nord dell'attuale
colle di S. Pietro , considerato il fulcro del territorio
ed il riferimento religioso-commerciale del complesso
abitativo immediatamente adiacenti e di un più
vasto territorio che fa corona in un raggio di almeno
dieci chilometri. A differenza di quasi tutti i centri
arcaici etruschi, in Tuscania l'aggregazione dei villaggi
in un'unico centro si verifica molto lentamente, fino
a stabilizzarsi dalla seconda metà del IV Sec.
a.C.. Evidentemente l'intreccio dei traffici economici,
che fanno capo a questo nodo viario, introduce forme e
spinte culturali che, almeno a periodi alterni, promuovono
l'influenza di una cultura sulle altre, rallentando l'unità
fisico-politica del Centro. Nella prima fase arcaica,
Tuscania fa certamente parte del territorio di Tarquinia
, la cui influenza culturale si evidenzia nell'uso frequente
e massiccio delle tombe ogivali con fenditura superiore
o a camera assiali, con columen rappresentato in negativo.
L'uso contemporaneo di tombe a dado e semidado inserisce
Tuscania nella cosidetta cultura
delle tombe rupestri di prima fase arcaica (Blera, San
Giuliano, San Giovenale) , ritenuta anche questa di chiara
ispirazione ceretana, come quella più evidente
nei tumuli a tamburo circolare della necropoli di Ara
del Tufo. Conosciuta come centro d'importanza storica
e monumentale medioevale, Tuscania vanta anche una straordinaria
presenza etrusca, che agli aspetti comuni degli etruschi,
come popolo pre-romano tirrenico, accoglie testimonianze
di mistero, di occulto e di magico, basti ricordare il
labirinbto della Grotta della Regina lo specchio bronzeo
(al museo di Firenze) dove Tagete rivela a Tarconte i
segreti dell'arte divinatoria detta auruspicina.
Arte che in Tuscania si protrae fino in piena epoca romana
della quale si ha una testimonianza tangibile da un frammento
lapideo che riporta il nome di un cittadino tuscanese
(ormai romanizzato): Lucio Emilio figlio di Lucio Festo
"aruspice decuriale". Intorno a Tuscania, in
un raggio di un paio di chilometri e anche più,
sono disseminate sepolture etrusco-romane; molte raccolte
in necropoli, altre sparse senza apparente criterio, ma
sicuramente legate al complesso abitativo e all'acropoli
quale suo centro. Le necropoli più antiche,soprattutto
in loc. Scalette, ospitano numerose tombe di tipo ogivale
a fenditura superiore risalenti al periodo orientalizzante,
VIII - VII Sec. a.C., di chiara influenza tarquiniese
che si evolvono in tombe rupestri con camere assiali provviste
di banchine per le deposizioni. Dalla seconda metà
del VI Sec. a.C. si registra l'uso frequente di tombe
del tipo rupestre: quel tipo di sepolcri talvolta con
ambizioni monumentali di chiara influenza ceretana scavati
nelle pareti rocciose affacciate sui corsi d'acqua e realizzate
lavorando la roccia fino a ottenere dadi e semidadi che
in Tuscania vengono elaborati raffigurando tridimensionalmente
la casa dei vivi utilizzata come mausoleo sepolcrale.
Questo fenomeno dimostra l'esistenza in Tuscania di una
classe culturale capace di accogliere ed elaborale originalmente
spinte ed influenze esterne. Sul colle alla fine della
passeggiata fuori le mura si trovano la chiesa di S. Maria
del Riposo e l'ex convento francescano ora adibito a museo
nazionale Etrusco. La chiesa, di impianto benedettino,
fu ricostruita in forme rinascimentali alla fine del XV
Sec., al tempo in cui era occupata dai padri carmelitani,
e completata tra il 1495 e il 1522. E' ricca di pitture
cinquecentesche. Conserva un polittico d'altare , attribuito,
a certo Maestro Pellegrino diviso in quattro parti: tre
lunette superiori , di cui la laterale di sinistra raffigura
l'angelo annunciante, quella di destra la Madonna e al
centro il Padre Eterno. La prima fascia , raffigura nel
quadro centrale Maria in Gloria nei laterali i SS. Martiri
Secondiano, Veriano e Marcelliano, patroni di Tuscania.
La seconda fascia , ospita nel lato sinistro un quadro
di S.Giovanni Battista e sulla destra quello di S.Francesco;
nella nicchia centrale, che forse una volta ospitava il
tabernacolo è collocato un quadro dipinto da Antonio
del Massaro detto il Pastura raffigurante Madonna con
Bambino . Le tradizioni di Tuscania sono legate
al calendario religioso e dipendono dal mondo agricolo
e cattolico, di cui la comunità fa parte. Ecco
quindi i Festeggiamenti Patronali, le processioni del
Venerdì Santo, della Madonna Addolorata e della
Madonna del Rosario con le altre ricorrenze mariane e
calendariali come la festa della Madonna del Cerro, della
Madonna della Neve, della Madonna della Pace. Anche sulla
laica Fiera di Maggio è stata innestata la celebrazione
della Madonna Liberatrice, e la neonata Sagra della Frittella
ricorre per S. Antonio Abate. Ma le maggiori festività
tradizionali di Tuscania restano la Fiera di Maggio e
i Festeggiamenti Patronali di agosto, alle quali si aggiunge
un ricco calendario di ricorrenze stagionali meno festaiole
e pubbliche, ma non meno piacevoli, genuinamente legate
alle tradizioni agricole.
La occasionale raccolta estiva delle lumache dopo i temporali,
consumate in cene accompagnate coi vini bianchi caserecci
di fine annata. Le merende di agosto con porchetta e altri
semplici companatici, a ricordo di ormai remoti festeggiamenti
di conclusione della raccolta dei cereali. La raccolta
dei funghi, porcini nelle macchie delle vaste campagne
d'intorno, e i rinomati ferlénghi, in arcaici e
remoti ferleti. La vendemmia di ottobre, nelle piccole
e generose vigne dei pendii di questa Maremma Laziale
o sugli altipiani verso il lago di Bolsena.
La raccolta delle olive e la spremitura di novembre e
dicembre, con altre cene, a base di bruschetta con l'asprigno
e ottimo olio nuovo. La macellazione dei maiali all'arrivo
dei primi venti di tramontana e durante l'inverno, ch'é
anch'essa occasione di grandi fritture e arrosti alla
brace, coi bianchi i rossi o i fragolini novelli. La caccia,
occasione di saporiti piaceri culinari, basti pensare
alla non rara cattura dei cinghiali, anche in questo caso
con banchetti e feste di gruppo, mangiate a cui si può
giungere anche catturando lepri, fagiani e altri uccelli.
Quella della caccia è una remota e viva tradizione
a Tuscania, frequentata nel passato dalle
aristocrazie locali, prelati e piccola nobiltà,
oggi rito stagionale più borghese, ma frequentatissimo,
in quel che resta dei grandi boschi del territorio. Inoltre
è possibile scoprire usanze culinarie familiari
che hanno certamente un ruolo importante e una ampia varietà
di gusti e sapori che spesso esprimono anche antiche tradizioni,
da riscoprire e assaporare ancora. DA VEDERE A TUSCANIA:
Chiesa di S.Maria Maggiore, antica chiesa
eretta nel VIII sec. e rimaneggiata nei secoli. La ricchezza
dei dettagli in particolare il suggestivo affresco trecentesco
del "Giudizio Universale" fanno della chiesa
un monumento grandioso. Palazzo Comunale,
il palazzo fu costruito nel XVII sec. e successivamente
rimaneggiato, all'interno sono visibili affreschi di varie
epoche. Chiesa di S.Marco, è una
delle più antiche della città di Tuscania.
Chiesa di S.Croce la chiesetta è
stata adibita ad archivio storico. Duomo
imponente edificio fatto costruire dal card.Gambara nel
XVI sec., all'interno custodisce importanti opere. Chiesa
di S.Maria del Riposo è probabilmente
una delle più interessanti, all'interno sono custodite
opere di importanti artisti, tra cui una tavola del Pastura.
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Chiesa di
S.Pietro a Tuscania: In stile romanico lombardo
è il monumento più importante della città
e probabilmente uno dei più belli d'Italia. Fu
eretto nel VIII sec. e successivamente modificato. La
facciata a tre portali è finemente lavorata e ricca
di decorazioni tra cui il portale centrale cosmatesco
e il rosone con i simboli dei 4 evangelisti. L'interno
è maestoso a tre navate sorrette da colonne romane
con presbiterio sopraelevato, affreschi bizantineggianti
del XII sec., pavimento cosmatesco, sarcofagi, ed una
meravigliosa cripta con volte a crociera sorrette da 28
colonne in marmo provenienti da antichi edifici romani.




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