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Il Comune di Sutri in Provincia di Viterbo conta poco
più di cinquemila abitanti, dista circa 34 km dal capoluogo
e circa 50 km da Roma. La Città di Sutri sorge su un imponente
rilievo di tufo che domina la via Cassia. Le sue origini sono molto
antiche e presenta evidenti testimonianze del suo passato: un anfiteatro
romano completamente scavato nel tufo, una necropoli etrusca formata
da decine di tombe scavate nel tufo, mura etrusche incorporate da
quelle medievali, un mitreo incorporato da una chiesa (della Madonna
del Parto), un Duomo di origine romanica.
Il Comune di Sutri in Provincia di Viterbo ha ricevuto nel 2003
dal Touring Club Italiano e dalla Regione Lazio la Bandiera Arancione
come attestato di qualità turistica ed ambientale. Sutri
può essere raggiunta in auto da Roma o da Viterbo percorrendo
la via Cassia (da Roma si consiglia dal GRA l'uscita Cassia Bis/Veientana).
Sono effettuati frequenti collegamenti per entrambe le città
dalle linee Co.Tra.L.. Un ulteriore collegamento disponibile, ma
sconsigliato, è il treno da Roma a Capranica. Per raggiungere
il Comune di Sutri dall'autostrada A1, è consigliabile uscire
a Magliano Sabina, seguire le indicazioni prima per Civita Castellana,
poi per Nepi/Cassia, infine per Sutri.

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| Provincia di Viterbo / il Comune di
Sutri in Provincia di Viterbo |
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SUTRI
La storia della Città di Sutri
in Provincia di Viterbo è testimoniata dai numerosi
ritrovamenti archeologici nella zona appartenenti a diverse
epoche. Le sue origini sono molto antiche, probabilmente
risalenti all'età del bronzo. La sua fondazione
è, secondo la leggenda, da attribuirsi ad un antico
popolo di navigatori orientali, i Pelasgi. Altre leggende
parlano della fondazione di Sutri da parte di Saturno,
che appare a cavallo con tre spighe di grano in mano nello
stemma ufficiale del comune. Sutri ebbe un forte sviluppo
nel periodo di dominazione etrusca, come centro agricolo
e commerciale. Come passaggio obbligato per l'Etruria
Sutri fu conquistata definitivamente nel 383 AC dai Romani,
dopo la caduta di Veio. Successivamente Sutri sostenne
il passaggio di diverse orde barbariche in viaggio per
la via Cassia alla volta di Roma, fungendo da baluardo
del consolato e dell'impero. Tra il V e l'VIII secolo
Sutri fu coinvolta nelle lotte tra Longobardi e Bizantini,
fino a che, nel 728, il re dei Longobardi, Liutprando,
offrì la città di Sutri e le terre circostanti
al Papa Gregorio II. Questa donazione viene considerata
l'inizio del dominio temporale della Chiesa, ovvero il
primo passo per la costruzione del Patrimonio di San Pietro.
Nel IX secolo si colloca la leggenda di Berta, sorella
di Carlo Magno, diseredata ed esule per aver avuto rapporti
con un uomo di umili origini. Secondo tale leggenda, lungo
la strada per Roma, ella si fermò a Sutri (secondo
alcuni avendola ricevuta in dono dal fratello come dimora)
e partorì in una grotta Rolando (o Orlando), poi
nominato paladino di Francia dallo stesso imperatore e
protagonista di numerose opere sulle sue gesta cavalleresche.
In età feudale Sutri fu al centro degli scontri
tra guelfi e ghibellini, culminati nell'incendio che distrusse
il borgo nel 1433, ad opera di Nicolò Fortebraccio,
capitano di ventura. Da quel momento si ebbe un rapido
declino dell'importanza demografica ed economica, dovuto
anche al dirottamento delle rotte commerciali sulla Cassia
Cimina, a favore di Ronciglione, fortemente potenziata
dai Farnese. Sutri si ridusse quindi ad una cittadina
rurale di secondo piano nello Stato Pontificio, facile
merce di scambio per le famiglie nobili.
Alla fine del XVIII secolo, Sutri fu conquistata dalle
truppe francesi e accomunata a Ronciglione. Nella Restaurazione
Sutri fu resa allo Stato Pontificio. Sutri è un'importante
sede vescovile almeno dal V secolo, sebbene la leggenda
voglia che San Pietro stesso vi inviò San Romolo
come vescovo, agli albori del cristianesimo. Il primo
vescovo residente di cui si ha notizia certa è
Sant'Eusebio, nel 465. Tra il 1243 ed il 1244 la città
è stata per breve tempo sede papale, quando Papa
Innocenzo IV vi si stabilì per fuggire dall'imperatore
Federico II, che egli aveva scomunicato. Nel 1435 la sede
vescovile fu unificata con quella di Nepi, a riprova del
declino demografico ed economico avvenuto all'epoca. Nel
1556 è stata sede vescovile del futuro Papa Pio
V, poi santificato, a cui sono dedicate molte opere nel
Duomo cittadino. Il comune di Sutri fa parte dell'Associazione
dei Comuni Italiani sulla Via
Francigena come passaggio per i pellegrini diretti
a Roma da nord. Le origini di sutri risalgono all'età
del bronzo, ma solo con gli Etruschi divenne un importante
e ricco centro, dedito all'agricoltura, all'arte ed al
commercio con altre città dell'Etruria tra cui
Veio, alle porte di Roma, a cui era alleata per difendersi
dai Romani. Il suo destino, infatti, cambiò con
l'arrivo dei Romani nel 383 a.C., la città fu espugnata
e gli Etruschi dovettero rifuggiarsi nella Selva Cimina,
temuta dai Romani poiché, secondo la leggenda,
era un labirinto mortale abitato da esseri malvagi. Fu
inseguendo gli Etruschi che i Romani segnarono il percorso
della futura via Cassia.
Quando Sutri fu presa dai Longobardi, nel 728, il loro
re Liutprando volle donarla a papa Gregorio II e il primo
vero nucleo del Patrimonio di S. Pietro. Sutri, come tanti
feudi della zona, fu continuamente bistrattata dalle varie
famiglie tiranne che si contendevano le terre vicine.
Durante il suo passaggio verso Roma, Carlo Magno lasciò
a Sutri sua sorella dopo averla diseredata. Secondo la
tradizione qui la donna partorì il famoso Orlando,
nominato paladino di Francia proprio da suo zio Carlo
Magno. Tutta la zona intorno a Sutri
fu abitata ininterrottamente, dimostrato da innumerevoli
testimonianze soprattutto sul colle di fronte al paese
dove sono visibili il Mitreo e resti di edifici che ancora
oggi mostrano linee architettoniche di varie epoche. In
cima al colle venne successivamente costruita la meravigliosa
Villa Savorelli.
Lungo il costone di tufo che precede il paese
di Sutri, venendo da Roma, sulla via Cassia,
si estende una vasta necropoli etrusca visibile dalla
strada e più avanti si apre l'ingresso all'anfiteatro
romano, uno dei monumenti più importanti del Lazio.
Il centro storico di Sutri conserva ancora la sua antica
atmosfera, con bei palazzi, chiese ed angoli suggestivi.
Il Comune di Sutri si trova sull'asse viario
della Via Francigena; lungo il tracciato proveniente da
Capranica, i pellegrini scendevano a Sutri per dirigersi
a Roma. Da vedere a Sutri: Duomo.
Edificio Romanico costruito su un tempio risalente agli
albori della Cristianità e successivamente rimaneggiato
nel XVIII sec.. Del 1200 e l’elegante campanile.
Interessante è il pavimento policromo dei Cosmati
nella navata centrale. Al suo interno si conservano una
pregevole statua in legno di scuola berniniana ed una
tavola in stile bizantino dell'XIII sec.. In un salone
dietro il coro è allestito un "antiquarium"
con resti di sculture romane e medievali. La cripta e
del 1000 ed e ad otto navate divise da colonne di vari
stili. Porta vecchia. E’ etrusco-romana con influenze
medievali: la base a grandi blocchi e etrusca, le parti
murarie a mattoni sono romane. Chiesa della Madonna del
Parto. E’ scavata ne tufo, fu dapprima tomba etrusca,
quindi trasformata dai romani in un tempio dedicate al
dio Mitra e quindi elevata a chiesa cristiana; all'interno
numerosi affreschi di carattere primitive. Necropoli etrusca.
E’ la testimonianza della presenza etrusca nella
zona: le tombe rupestri sono scavate nel masso tufaceo
disposte su una o più file sovrapposte, alcune
rozzamente decorate, altre presentano più ambienti
divisi da pilastri. Durante i secoli, le tombe furono
saccheggiate e utilizzate come ricovero di animali. Anfiteatro.
La sua origine è incerta, forse etrusca o romana,
di sicuro la tecnica e le maestranze furono etrusche.
E’ scavato nel tufo, di forma ellittica, poteva
contenere circa 3000 persone. La grotta di Orlando. E’
una grotta etrusca, fuori dall'abitato, in cui, secondo
la leggenda, nell’VIII sec. nacque Orlando, paladino
di Francia. La casa di Dante. Una modesta abitazione,
a l’interno della città vecchia, viene ancora
oggi indicata come casa di Dante Alighieri, che vi soggiorno
mentre si recava a Roma per il giubileo del 1300.
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Sutri è una
cittadina di antiche origini con resti e monumenti dell'epoca
etrusca e del periodo medievale, che attestano la sua
importanza strategica. In corrispondenza dell'abitato
troviamo l'Anfiteatro, uno dei più suggestivi monumenti
antichi del Lazio databile tra il I sec. a.C. ed i primi
anni di quello successivo, scavato completamente nel tufo.
Edificata sui resti di una basilica cristiana e trasformata
successivamente in epoca preromanica, la Cattedrale fu
consacrata da Innocenze III nel 1207; il suo interno custodisce
pregevoli opere: il pavimento della navata centrale, tutto
a mosaico cosmatesco, una tavola di scuola romana del
XIII sec., una pregevole statua lignea di S. Dolcissima
attribuita alla scuola del Bernini, la cripta risalente
ad epoca longobarda. Porta Franceta o Porta Vecchia, del
XIV-XV sec., costruita con grossi blocchi di tufo, peperino
e travertino, costituisce uno degli angoli più
pittoreschi della città. La Villa Staderini fu
edificata dai marchesi romani Muti-Papazzurri nel XVIII
sec: è circondata da un giardino all'italiana con
numerosi reperti archeologici. La chiesa della Madonna
del Monte del 1725 custodisce al suo interno un affresco
di Madonna con Bambino del XIV sec. Di fianco alla Villa
Staderini si ergono le rovine del castello di Carlo Magno,
così denominato per un presunto soggiorno dell'imperatore
in questo luogo, ma in realtà databile al XIII
sec. La chiesa rupestre della Madonna del Parto, interamente
scavata nel tufo, è ritenuta da alcuni una tomba
etrusca, da altri un mitreo adattato al culto cristiano;
l'originale struttura a tre navate e gli affreschi relativi
a leggende connesse al Santuario di S. Michele nel Gargano
ne fanno una tappa obbligata per turisti e studiosi. A
circa 1 km a sud di Sutri si sviluppa la necropoli urbana,
costituita da 64 tombe romane di varie tipologie scavate
completamente nel tufo. La chiesa della Madonna del Tempio,
già di proprietà dell'Ordine dei Templari,
sorge nella zona degli ospedali e delle chiese che ospitavano
i pellegrini. Ogni anno, il 17 gennaio, si celebra la
festa di S. Antonio Abate, protettore degli animali, la
cui immagine compare ancora oggi in molte stalle. Dal
10 settembre si svolgono le feste patronali con la Sagra
del Fagiolo e la Fiera mercato dell’Artigianato.
Nel periodo circostante il 16 settembre, dies natalis
del patrono Santa Dolcissima, vengono organizzate manifestazioni
che comprendono una processione religiosa con il simulacro
della Santa ed uno spettacolo pirotecnico con fiaccolata
all'interno dell'anfiteatro.
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