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Nell'architettura
greco-romana le terme erano edifici dotati di ambienti
e di attrezzature per bagni caldi e freddi.
Erano già presenti nelle città greche
(come testimonia il nome stesso, che deriva dall'aggettivo
greco che significa "caldo"), in forme modeste e
a noi poco note.
Ma fu nel mondo romano che esse ebbero le
formulazioni architettoniche più razionali e imponenti
e la massima diffusione.
Le terme
di Viterbo erano già conosciute dagli
antichi Etruschi e già questi avevano scoperto il benessere
che possono infondere le acque termali.
Le terme dei papi di viterbo furono ampliate
dai Romani tanto che i resti delle loro strutture occupano
un territorio lungo 11 km.
Tre furono le sorgenti termali maggiormente sfruttate:
Aquae Passeris, Paliano e Bullicame famosa, quest'ultima,
per la citazione che ne fa Dante nell'Inferno e per i disegni
con cui Michelangelo Buonarroti riprodusse lo splendido ambiente
termale.
Apprezzatissime da molti Papi, tra cui Bonifacio
VIII, le proprietà terapeutiche di queste acque termali
spinsero il Papa Niccolò V, nel 1450, a costruirsi
una residenza per poter accedere comodamente alle cure.
I Papi successivi arricchirono ed ampliarono
ripetutamente il complesso termale. In epoca a noi contemporanea
le strutture termali sono state ancora rinnovate ed ampliate
nel 1994.
La località è ricca di sorgenti ipertermali
(40-58°C) le cui acque sono, per lo più, sulfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrose.
Molte le applicazioni terapeutiche che si
avvalgono di bagni, fanghi, grotte sudatorie, irrigazioni,
aerosol, inalazioni, ventilazioni polmonari, insufflazioni
endotimpaniche e idromassaggi per curare malattie broncopolmonari,
otorinolaringoiatriche, vascolari periferiche, osteoarticolari,
dermatologiche, ginecologiche ed odontostomatologiche.
Nel corso del tempo la planimetria e le
dimensioni degli stabilimenti termali subirono profondi cambiamenti,
ma sempre mantennero alcuni ambienti essenziali: uno spogliatoio;
una sala per il bagno caldo (calidarium) che aveva in genere
una forma raccolta e ricca di elementi curvilinei; una sala
per il bagno freddo (frigidarium), che solitamente presentava
una pianta rettangolare allungata e che nelle grandi terme
di età imperiale assunse l'aspetto di un'aula basilicale.
Una stanza per il bagno termale tiepido
(tepidarium), che era spesso a pianta centrale e di dimensioni
ridotte rispetto agli altri ambienti; un locale per il bagno
d'aria calda (laconicum); una piscina (natatio) che occupava
quasi interamente un grande vano rettangolare scoperto, e
una palestra, che in genere si configurava come un cortile
porticato destinato agli esercizi ginnici.
Gli ambienti termali venivano riscaldati
con aria calda fatta circolare entro cavità sotto i
pavimenti e nelle pareti.
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