Il Paese di Soriano nel Cimino è
situato sotto al Monte Cimino,una vetta di origine vulcanica
che arriva fino ai 1050 metri di altitudine. Il territorio
è ampio e comprende un’area di oltre 78 kmq;
i dintorni sono abbelliti da boschi di querce, faggi e castagni
e l’ascesa al Monte si svolge su una bella strada
panoramica. Lungo la strada vi sono interessanti punti di
sosta, il fontanile acqua Maggiore ed il Sasso Menicante,
bizzarria della natura conosciuta fin dall’antichità
e descritta dal grande naturalista romano Plinio il Vecchio.
Sulla cima si nota ancora un piccolo cratere vulcanico,
che ricorda appunto l’origine di questi rilievi. La
vetta più alta dei Monti Cimini è circondata
tutt’attorno da numerose cime minori, che non superano
i settecento metri di quota. Il territorio è ricco
di acque, fontane e corsi d’acqua. I boschi di Soriano
sono popolati da una fauna estremamente varia composta da
piccoli mammiferi, uccelli, insetti.
L’abitato di Soriano
nel Cimino conserva un aspetto antico ed il nucleo
originario, sorto sul pendio, è sviluppato tutto
intorno alla mole del castello fatto erigere nel Duecento
da papa Niccolò III Orsini. Soriano nel Cimino fu
a lungo dominata da questa potente famiglia ed i legami
con questa ed altre casate della nobiltà romana rimase
fortissimo anche durante i periodi di governo diretto della
Santa Sede.
L’origine di Soriano nel Cimino sembra doversi collegare
con quell’antica Surrina o Surrina Vetus, qui eretta
dagli etruschi (se non addirittura dai fenici) e che i romani
abbatterono. Sappiamo che l’abitato di Soriano nel
Cimino fu conquistato nel 310 a.C. e conosciamo anche il
nome del condottiero romano che lo conquistò, Quinto
Fabio Rulliano. Il borgo di Soriano nel Cimino in seguito
riprese vita ma non diede più notizie dirette fino
al Medioevo. Sappiamo solamente che la popolazione di Soriano
nel Cimino si convertì al cristianesimo intorno alla
seconda metà del III secolo d.C. grazie all’opera
evangelizzatrice di Sant’Eutizio di Ferento (che qui
fu sepolto dopo il martirio). Gli Orsini furono Signori
di Soriano nel Cimino dal 1278 al 1366. Per imporsi dovettero
combattere i Guastapane, opportunamente dichiarati eretici.
Furono poi essi stessi sostituiti dal Governo Pontificio
tramite alienazione del territorio con annessi diritti feudali,
beni e pertinenze. Dopo la parentesi dell’invasione
Bretone, ormai in pieno Quattrocento, Soriano nel Cimino
fu ceduta dalla Santa Sede a Giordano Colonna, fratello
del Papa e quindi ripresa e ceduta di nuovo, più
volte, a consanguinei (o affini) dei vari pontefici che
nei secoli si succedettero sul trono di San Pietro. Alessandro
VI ne era stato nominato vicario, quando ancora era semplicemente
il cardinale Borgia. Divenuto Papa concesse Soriano ad un
Orsini, Giovanni Battista. Con questa nuova infeudazione
Soriano vide legarsi per la seconda volta il destino della
famiglia Orsini a quello della sua comunità. Quando
gli Orsini entrarono al servizio dei sovrani francesi, le
truppe pontificie vennero inviate a Soriano nel Cimino e
qui si scontrarono e furono sconfitte dalle milizie del
Signore del luogo. Soriano nel Cimino ritornò però
di nuovo al Papato e fu affidata a Giulio della Rovere e
poi al Cardinal Carafa. Solo dopo molti anni ed alterne
vicende, la Santa Sede la cedette agli Altemps. Questi nuovi
feudatari ne mantennero la proprietà per oltre cento
anni. In tempi più vicini a noi gli Altemps furono
sostituiti dagli Albani, a loro volta sostituiti dai Chigi
nel XIX secolo. Furono i Chigi gli ultimi feudatari della
Rocca di Soriano
nel Cimino. Nella metà dell’Ottocento,
pur mantenendovi beni e possedimenti (quali lo splendido
palazzo del Vignola), essi restituirono i diritti feudali
alla Santa Sede che infine li perse, definitivamente, con
il crollo dello Stato Pontificio e l’annessione del
territorio al Regno d’Italia.
Soriano nel Cimino fu conquistata dalle truppe italiane
il 12 settembre 1870. L’abitato reca numerose testimonianze
del glorioso e complesso passato, chiese, palazzi gentilizi
e monumenti cittadini come porte, piazze e fontane; ricordiamo
in particolare il Duomo, affacciato sulla piazza Vittorio
Emanuele II, il Palazzo Chigi-Albani, sapientemente edificato
dal Vignola in due corpi distinti con un giardino ornato
di belle statue e fontane, la maggiore delle quali è
la fiabesca Regina delle Acque. , Sagre di Sant’Antonio
e di Sant’Eutizio, e quella, eminentemente gastronomica,
delle castagne (sagra ottobrina che vede la tradizionale
partecipazione degli storici rioni cittadini di Soriano
nel Cimino, Papacqua, Rocca, San Giorgio e Trinità).
Fra le manifestazioni a Soriano nel Cimino certamente la
più drammatica e toccante è la Processione
del Cristo Morto, organizzata ogni anno durante l’ultimo
venerdì che precede la Pasqua. |
DA VEDERE A SORIANO:
Castello Orsini
a Soriano nel Cimino.
La costruzione originale si deve a papa Niccolò
III Orsini che lo fece edificare nel XIII secolo intorno
ad un antico castello dei Guastapane - Pandolfo, cacciati
perché accusati di eresia. Nei secoli successivi
fu più volte modificato fino ad essere destinato
a carcere. Inserito all'interno dell'antico borgo medievale
é caratterizzato da un'architettura lineare ma
al tempo stesso maestosa e porta incastonati, nelle pareti
esterne, numerosi stemmi scolpiti in marmo. Il palazzo
si fregia di una bellissima torre rettangolare, probabilmente
di epoca precedente, ed é separato da questa da
alcuni fabbricati minori e da una quantità di cortili
finemente realizzati. L'interno ha perso, purtroppo, i
suoi caratteri originali ma é tuttavia ancora apprezzabile,
al piano terreno, la bella sala d'arme, con quattro volte
a crociera e costoloni appoggiati su pilastro. Annessa
al palazzo, una cappella privata, in cui é conservato
un bell'altare in peperino.
Per gruppi turistici e scolaresche il castello è
visitabile tutti i giorni con prenotazione obbligatoria
telefonando al seguente numero 0761-746001
La faggeta: Oltre 57 ettari di alberi secolari
la cui altezza varia dai 30 a 40 metri e dal tronco di un
metro ed oltre di diametro. La faggeta fa da cappello al
monte Cimino, 1050 metri sul livello del mare, la vetta
piu' alta della Tuscia Viterbese, quel che resta dell'immenso
Saltus Ciminius (Selva Cimina), la foresta che i romani
ritenevano impenetrabile. Da Soriano nel Cimino dista circa
5 Km.
|