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Nepi
sorge ai piedi dei monti Cimini e Sabatini, su un promontorio tufaceo
protetto naturalmente da due profondi canaloni lentamente scavati
dal Rio Puzzolo e dal Rio Falisco, affluenti del Treia. Merita attenzione
la campagna circostante, che per la sua pittoresca bellezza fu immortalata
da Massimo D 'Azeglio nella prosa e nel disegno, dal Carot nella
pittura. La cittadina di Nepi nel 1645 diede i natali al grande
musicista Alessandro Stradella.
Nepe, Nepet, Nepete secondo i vari cronisti, è probabile
che derivi dal serpente Nepa, adorato dagli antichi abitanti come
divinità protettrice della fertilità. Un serpente
si ravvisa nello stemma di Nepi e tale simbolo compare anche in
altri particolari decorativi della città. Nepi ha origini
antichissime: fondato da Termo Larte 548 anni prima di Roma fece
parte della Pentapoli Etrusca e come tale fu popolosa e potente.
Signoreggiò a lungo e vide sorgere monumenti importanti di
cui rimangono cospicue tracce. Nel 371 dopo la nascita di Roma fu
conquistata da Furio Camillo che vi fondò una colonia. I
Romani vi innalzarono ville e templi; vi costruirono l'Anfiteatro
detto di Augusto e le importanti Terme dei Gracchi. Nel 568 d. C.
Nepi fu distrutta dai Longobardi di Alboino e abbandonata.
Sala Nobile: unica sala rimasta affrescata all'interno
del Palazzo Comunale, dopo un eccellente restauro ora la sala e
destinata per matrimoni civili e sala di rappresentanza.
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NEPI
Il Territorio della Città di
Nepi si estende per circa 8.500 ettari, e la
maggior parte di questi sono di natura pianeggiante, utilizzati
per l'agricoltura o per i pascoli. La parte di territorio
invece, che é totalmente diversa e di sicuro interesse
ambientale é quella comprendente "Le Forre"
che delimitano in parte anche i confini difensivi naturali
del centro storico del paese.
La loro particolare conformazione é stata creata
nei secoli dall'erosione fluviale. Le "Forre"
e i suoi rispettivi fiumi rappresentano un ambiente a
se stante e mettono in evidenza l'aspetto più tipico
e selvaggio del cosiddetto paesaggio Etrusco.
Il fondo di queste vallate ancora oggi è occupato
da una folta vegetazione, che riesce nonostante tutto
a mantenere intatto il suo habitat naturale. Queste gole
alte centinaia di metri destano tuttora timore e stupore,
creando suggestioni e animando fantasie tra gli antichi
abitatori di queste terre. Le Forre hanno avuto un'importanza
fondamentale per tutta l'Etruria Meridionale e ne hanno
condizionato la cultura. Le loro ramificazioni e interconnessioni
costituiscono una specie di rete viaria urbana, un mondo
sotterraneo che differisce nettamente dalla superficie
esposta.
Visitandole si ha la sensazione di trovarsi alle origini,
senza dubbio ci riconducono alle forze generatrici della
natura. Altra componente ambientale che ne fa di questi
luoghi un affascinante disegno surreale é il continuo
salto dei suoi fiumi che creano pittoresche cascate. Storicamente
la funzione primaria delle forre fu quella di matrice
di luoghi e di villaggi con la crescita della città,
questa beneficiò di un sito ben protetto in uno
spazio identificato e delimitato dalle ramificazioni dei
due fossi (Rio Pozzolo e Rio del Ponte). E' la cosiddetta
"posizione etrusca", inaccessibile sui due lati
più lunghi e facilmente rinserrabile entro brevi
mura sul lato più corto. Il Paesaggio delle Forre
é unico nel suo genere ed é riscontrabile
solo nella nostra zona (Etruria Meridionale).
Dal 1428 Nepi diventa proprietà
dello Stato Pontificio e vi si alterneranno come governatori
Ascanio Sforza, Lucrezia Borgia e Cesare Borgia. Dopo
la morte di Alessandro VI (Rodrigo Borgia), Leone X investì,
nel 1521, col titolo di Governatore Perpetuo Bernardo
Accolti da Arezzo soprannominato “l’Unico”
che fu soprattutto un dittatore. Dopo aver sconfitto l’invasore
Carlo V, l’Unico fu poi cacciato dalla Popolazione
Nepesina. Con l’elezione di Paolo III Farnese Nepi
diviene feudo di Luigi Farnese. Dal 1545 Nepi torna ad
essere proprietà della Chiesa e vi rimarrà
fino al 1870. IL CASTELLO:
Edificato su strutture che risalgono, nella fase più
antica, all'età romana, venne ampliato dal cardinale
Rodrigo Borgia fra il 1479 ed il 1483. Nel 1499 Rodrigo,
divenuto papa, lo donò alla figlia Lucrezia. L'aspetto
attuale del Castello è dovuto ai Farnese che, intorno
alla metà del `500 fecero erigere, a difesa del
lato ovest della cittadina, l'imponente cinta fortificata.
PALAZZO COMUNALE: La sua costruzione venne iniziata nel
1542 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane. La
fontana al centro del portico, realizzata dall'architetto
Filippo Barigioni, fu inserita nel 1727 a seguito della
costruzione dell'acquedotto comunale. Ulteriori modifiche
interessarono, poi, l'edificio che fu terminato, assumendo
l'aspetto attuale, intorno alla metà del '700.
ACQUEDOTTO: Nel 1559 iniziarono i lavori per la costruzione
dell'Acquedotto Civico. Le tubature in coccio convogliavano
1'acqua delle sorgenti, situate in località Varano,
sino all'altura prospiciente le mura della citta. Fu convocato
nel 1563 l'architetto Giacomo Barozzi detto Il Vignola
per studiare, senza risultato, il sistema di far arrivare
l'acqua all'interno del paese. Solo nel 1702 I'architetto
Filippo Barigoni, mandato dal Cardinale Giuseppe Renato
Imperiali, progetto le grandi arcate che ancora oggi si
ammirano. L'acquedotto fu completato solo nel 1727. NECROPOLI
DI LOCALITÀ TRE PONTI: È la necropoli meridionale
della città romana di Faleri Novi. Si sviluppa
lungo una tagliata, percorsa dall'antica Via Amerina,
nella quale è possibile osservare numerose tombe
scavate nel tufo, insieme a resti di monumenti sepolcrali.
La maggior parte delle tombe è databile fra il
I secolo a. C. ed il II secolo d. C.
IL DUOMO: Il Duomo di Nepi sorge, forse, sul
luogo dell'antica cattedrale che la tradizione vuole esistente
già nel V secolo. La struttura dell'edificio non
può, però, essere fatta risalire a prima
del XII secolo. Ha subito vari rifacimenti nel corso del
tempo, da ultimo la ricostruzione della copertura a seguito
dell'incendio provocato dalle truppe francesi nel 1798.
Della fase più antica è possibile ammirare
la bella cripta.
CHIESA DI SAN BIAGIO: La sua esistenza è documentata
per la prima volta nella metà del X secolo. L'abside
reca pitture di epoca diversa, le più antiche delle
quali risalenti al XII secolo. Sul lato sinistro del presbiterio
un ciborio dedicato a S. Biagio ed affrescato con pitture
della fine del XV secolo. La cripta è decorata
con affreschi del XIII e XIV secolo. Ai visitatori che
giungono a Nepi viene offerta la possibilità di
effettuare una visita ad alcuni luoghi di interesse artistico,
archeologico e naturalistico: le chiese ed i palazzi del
centro storico, la catacomba di S.Savinilla, la Rocca
dei Borgia, la via Amerina ed i percorsi fra le forre.
Insieme agli operatori del Museo Civico è possibile
costruire un itinerario “su misura”, in grado
di soddisfare le esigenze diverse degli utenti (alunni
in visita d’istruzione, terza età, membri
di associazioni culturali, gruppi familiari, singoli,
ecc.).
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Chiesa di S.Vito a Nepi:
La piccola chiesa di San Vito è ricordata in un
documento del 1467. La struttura è, però,
sicuramente più antica come dimostrano resti di
affreschi databili al XIV secolo.
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