Montefiascone

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Il Comune di Montefiascone è il centro più popoloso del comprensorio nord della provincia di Viterbo. Dalla diffusa coltivazione d'uva da vino, si è sviluppata la fiorente industria enologica, specializzata nella produzione dei pregiati EST! EST!! EST!!!. E proprio sulla tradizionale ottima qualità del vino locale si intrecciano storia e leggenda. Nel 1111 il barone tedesco Giovanni Defuck, al seguito dell'imperatore Enrico V, appassionato degustatore di vini prelibati aveva mandato in avanscoperta il suo servitore a Montefiascone con il compito di assaggiare il vino locale contrassegnando la locanda, ove se ne individuasse di buona qualità, con la scritta EST. Il messo fu così convinto della bontà del "Moscatello" locale che contrassegnò il luogo ripetendo tre volte il segnale EST. Il barone tedesco tanto apprezzò la qualità del vino da soggiornare a Montefiascone e tanto ne bevve che ne mori nel 1113, lasciando i suoi beni al Municipio con precisa clausola che ogni anno, sulla sua tomba doveva essere versato un barile di quel vino che tanto aveva apprezzato in vita. Nella prima quindicina di ferragosto, si svolge a Montefiascone la tradizionale fiera del vino, una piacevole occasione per degustare i vini locali, allietata dal corteo storico e da altre manifestazioni folcloristiche, musicali e sportive

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MONTEFIASCONE

Posto in cima ad un colle sul fianco del recinto craterico del lago di Bolsena, Montefiascone domina il panorama circostante con il suo centro storico articolato sui fianchi ripidi e sormontato dalla grandiosa cupola del Duomo. Il duomo, rinascimentale, edificato su progeno attribuito a Michele Sanmicheli fu completato, nella seconda metà del 600, da Carlo Fontana, autore della imponente cupola, e arricchito da un bei portale; nell'ultimo una grande ancona robbiana e una statua in marmo raffigurante S. Margherita, attribuita alla scuola di Arnolfo di Cambio. Di qui si accede alla bella Cripta e alla sagrestia, ove sono esposti pregevoli esemplari di oreficeria sacra. Sul versante che domina il lago si erge la Rocca, edificata nel 1262 per ordine del Pontefice Urbano IV. Dal belvedere si può ammirare lo splendido panorama del lago di Bolsena. Subito fuori Montefiascone, nella frazione "Le Mosse", si può ammirare la chiesa di S.Maria in Monte d'Oro, a pianta esagonale, opera di Antonio da Sangallo il Giovane. Interessante esempio di architettura romanica è la chiesa di S. Flaviano eretta nel XII sec., costituita da due ambienti sovrapposti dall'orientamento contrapposto. La chiesa inferiore, costruita nel 1032, laddove sorgeva un sacello più antico, è opera di maestri lombardi che, nella decorazione dei capitelli delle colonne che dividono le tre navate, sembra subissero l'influenza dell'arte etrusca. Le tre absidi, ubicate sul fondo, convergenti ad arco, si rifanno a schemi della tradizione bizantina. La copertura a volte, su archi romanici posteriormente e gotici nella parte anteriore, si apre al centro della navata centrale scoprendo la chiesa superiore. La facciata, realizzata nel 1262 ma rimasta incompiuta, è corredata da un ampio portale gotico e da tre arcate con balcone a loggetta del 500. All'interno di S. Flaviano è collocata la pietra tombale del barone tedesco Giovanni Defuk "scopritore" dell'ottimo vino locale con l'iscrizione "EST! EST!! EST!!! Il centro, sorto sul lago ove era ubicato un "pagus etrusco", forse sede di quel Fanum Voltumnae dove si adunava la confederazione delle dodici città etrusche. Secondo alcuni studiosi offrì, con la allora fitta vegetazione asilo ai Falisci, scacciati da Faleri dai Romani conquistatori, e ne sarebbe testimonianza la denominazione "Mons Faliscorum da cui sarebbe derivato Montefiascone. Entrato a far parte del dominio della chiesa forse già nell'VIII sec. Montefiascone fu ceduto da papa Alessandro III a Giovanni di Vico che, nel 1168, lo cedette a sua volta a Raimondo Tuscolo che non riuscì ad entrarne in possesso per la forte opposizione locale. Furono molti e provenienti da più parti i tentativi di conquistare il centro che aveva una invidiabile posizione strategica, prima Federico II nel 1240, poi i ghibellini nel 1252 ma senza risultati durevoli. Ricondotto stabilmente nel Patrimonio della chiesa fu sede dei Rettori. Dopo aver subito, dal 1321 al 1364, la dominazione di Viterbo, Montefiascone, per la fedeltà sempre dimostrata alla chiesa, fu insignito da papa Urbano V del titolo e della dignità di Città e di Sede Vescovile. La storia di Montefiascone negli anni successivi è ancora segnata dai tentativi di conquista da parte delle potenti famiglie dell'epoca, Francesco di Vico la occupa nel 1383, poi è la volta di Francesco Sforza nel 1434 ma nel 1442 torna in possesso della Chiesa. Fra i numerosi ospiti illustri che soggiornarono, durante i loro spostamenti a Montefiascone, si annoverano papa Clemente VII e lo stesso imperatore Carlo V. Nel periodo che risale alle invasioni barbariche il paese si vide costretto a rafforzare le difese ambientali con opere murarie che impedissero a chicchessia di introdursi all’interno del centro abitato. Venne cosi eretta una grande e possente rocca con alte mura, all’interno delle quali si riversarono anche gli abitanti delle campagne. Presto essa divenne meta privilegiata di papi che, costretti a scappare dalla Roma assediata, la scelsero quale meta del loro esilio. Questa assidua presenza di personalità ecclesiastiche fece ben presto di Montefiascone una Sede Vescovile (1369). Successivamente il papa Alessandro VI Borgia mise mano alla ristrutturazione della Rocca, adeguandola ai tempi ed alle armi da fuoco. Molte migliorie vennero così apportate e pare vi abbiano operato artisti del calibro di Michelangelo, Bramante e Sangallo il Giovane. La zona della Rocca di Montefiascone rappresenta ancor oggi una delle principali attrattive del luogo, ma non è l’unico punto di orgoglio del paese: non dimentichiamo infatti l’ottimo vino. Leggenda vuole che un certo Giovanni Defuk, in viaggio verso Roma per incontrare il pontefice Pasquale II, amasse sostare nelle zone ove veniva prodotto del buon vino. Nei suoi spostamenti soleva farsi precedere da un servitore, il quale aveva il compito, assai importante, di contrassegnare con un "EST" tutti i luoghi dove il vino era ottimo. Questi, giunto a Montefiascone, restò a dir poco senza parole e, nell’apporre il contrassegno convenuto, optò per un "EST EST EST". Defuk rimase a tal punto soddisfatto che restò sul posto per tutta la vita e qui scelse di attendere beatamente la morte, sorseggiando la bevanda da lui preferita. I cittadini furono talmente grati all’uomo di chiesa, per la pubblicità fatta loro in modo così spontaneo, da dedicargli una lapide alla memoria, tuttora visibile all’interno di una cappella situata lungo la navata sinistra della chiesa di San Flaviano.

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Montefiascone in Provincia di Viterbo

Montefiascone è decisamente un luogo ideale per chi decida di trascorrere una vacanza in cui natura, storia e arte abbiano tutte lo stesso peso il lago e gli splendidi boschi circostanti sono perfettamente attrezzati per passeggiate a piedi, a cavallo o in mountain bike, per il nuoto, la vela, il surf, la pesca e per soggiorni in strutture alberghiere anche di tipo agrituristico. Eccellenti sono anche le attrezzature sportive, tra cui va ricordato, oltre ai campi da tennis, calcio, baseball, alle piscine, alle palestre ed alla pista di atletica leggera, il modernissimo Palazzetto dello Sport, già sede dei primi Campionati Mondiali Militari di basket. La cosiddetta "Perla dell’Alto Lazio" offre inoltre, a coronamento di un quadro già di per sé particolarmente invitante, una ricca e variegata gastronomia, che comprende piatti di pesce e di carne cucunati all’insegna del gusto e della genuinità. Cattedrale di S. Margherita a Montefiascone:
I lavori furono avviati intorno al secolo XV su ordine di Alessandro Farnese, poi Paolo III, su una chiesa già esistente e vi presero parte artisti quali il Bramante e Antonio Sangallo il Giovane. Sembra sia stato proprio il Bramante a disegnare la pianta ottagonale, prendendo spunto dalla forma originale della vecchia costruzione. A causa di ostacoli imprevisti però, quali la peste e le varie guerre, vennero portati a termine molto più tardi.. Fatalità volle che a causa dei carboni usati per sciogliere la cera che serviva per l’organo, lasciati sembra proprio dall’organista, nel 1670 la grande chiesa si incendiasse irrimediabilmente. La ricostruzione iniziò immediatamente su ordine del card. Albertoni Altieri, vescovo della città, il quale sopportò tutte le spese.

 

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