TRA FANTASIA LEGGENDA POPOLARE E STORIA:
Nella fantasia popolare giunta fino ai giorni nostri, si racconta che negli anni bui del medio evo, una fornaia di Marta recatasi nella collina sovrastante il paese per fare la legna, mentre a colpi di “frattarola”,( falcetta) cercava di farsi spazio tra la boscaglia, scorse tra rovi e legna secca, un bellissimo ritratto della Madonna con il Bambino dipinto su un masso dai colori vivi e stupendi, subito meravigliata corse dal parroco a dare la buona novella. La notizia fece il giro del paese in pochi minuti, ed il sacerdote di corsa, con appresso un seguito di muratori e persone, si recò sul posto rimanendo estasiato da tale bellezza, a forza di braccia e con notevoli sforzi, il masso su cui era raffigurato il dipinto, fù caricato su un carro tirato dai buoi e quindi spinto giù per la discesa fino ad arrivare, all’attuale Madonnella. Fù a questo punto, che incredibilmente, gli animali nonostante l’enorme peso, invertirono la marcia in salita, arrivando nel punto più alto fermandosi di colpo, senza più spostarsi di un millimetro, nonostante le frustate. Il gesto fù interpretato come un segno divino e fù lì, che i nostri antenati, costruirono la prima capanna sopra l’affresco, con il dipinto e successivamente, la potente famiglia dei Farnese, vi eresse l’attuale chiesa del Monte dove ancora oggi sullo stipite della porta si legge l’iscrizione abbreviata”Anno 1485-ave-Maria-Petrus Farnese Fecit Hoc Opus”. Sentimenti, fede e devozione, sono questi i valori , che si manifestano nella giornata del 14 Maggio quest’anno di Sabato, in questa festa, che coinvolge, inebria i Passanti del corteo, mentre trasmette suggestività e folclore con mille sfaccettature per i turisti e forestieri . Un fenomeno aggregante, quello delle Passate, che coinvolge tutto e tutti non risparmiando nessuno dei Martani dal più piccolo al più grande,anche le donne svolgono un ruolo importante ed impegnativo, preparando le tradizionali ciambelle, chi il bellissimo festone, chi gli addobbi sui balconi delle vie. Una Marta diversa che indossa l’abito della festa più bello, è quella che appare al visitatore, dove le vie imbandierate con lo stemma impresso di Maria, i fiori di mille colori sulle finestre, danno un’immagine inconsueta del paese usuale. Ad aggiungere un tocco magico, è la scintillante illuminata lungo le vie principali che, trasforma la notte in un suggestivo gioco di colori che rischiarano a giorno il paese . Per mesi e mesi nei magazzini, cantine, casolari di campagna, come formiche operaie, giovani e anziani in un alternarsi senza soste, hanno ultimato con ingegno e fantasia, le bellissime “ Fontane”abbellite con fiori di ginestra e frutta e con sopra i prodotti della terra, che di certo domani mattina, stupiranno i turisti che ogni anno più numerosi che mai, vengono da tutt’Italia, per vedere questo trionfo della natura. E’ una festa che riempie spirito e anima di chi partecipa alle “Passate “ questa genuina ed intramontabile festa in onore dell’affresco trecentesco raffigurante la Madonna con il Bambino, custodito nell’antica chiesa in stile romano, che sovrasta la collina del paese, da qui il nome Madonna del Monte. Un cammino di fede lungo più di 500 anni, quello delle Passate, che si concretizza oggi e che contagia tutto e tutti dal vecchio al bambino e sono proprio loro i bambini più numerosi che mai, la continuità ed il futuro della festa, sin da piccoli orgogliosamente i genitori in braccio, sulle fontane o a piedi, vengono portati alla Passata, suscitando tra la gente tenerezza a volte commozione, vestiti coi panni dei villani, casenghi, bifolchi e pescatori, un po’ impacciati nei costumi tradizionali, si vedono alzare i cappelli nei gesti usuali come i grandi, gridando con l’impeto delle argentine voci , evviva Maria, sia lodato il Santissimo Sacramento, evviva la Madonna Santissima del Monte, evviva Gesù e Maria, piccoli canti e cori che si uniscono alle voci degli adulti, che irrompono come tuoni nell’aria e per i borghi antichi del paese. Un ruolo importante nella Passata, è quello dei Signori delle quattro categorie, i quali hanno il compito di provvedere alle ciambelle del gruppo di appartenenza, anche con notevoli spese ma sempre con disinteresse ed orgoglio, essi si notano a differenza degli altri alla sfilata, perché indossano un trafascio blù di traverso, con frange dorate e lo stemma della Madonna. -Quest’anno il Signore dei CASENGHI, è De Grossi Luca,mentre il Tenente è il Sig. Prugnoli Biagio, il quale offrirà nel pomeriggio della festa il tradizionale rinfresco. I Signori dei BIFOLCHI, sono : Calandrelli Mario e Chiatti Vincenzo, dei VILLANI , Cesaretti Pietro, Ciripicchio Fabrizio, Pulicari Emanuele, Rodriguez Giorgio e Sborchia Mauro, dei PESCATORI invece, Biondi Massimo e Motroni Vincenzo. Di sicuro è il più ammirato e non passa inosservato, il grande, affascinante e bellissimo festone ornamentale disegnato dall’insuperabile Daniela di Mario, il quale come un perla scintillante, realizzato con frutta fiori ed alloro, adorna e guarnisce il portale quattrocentesco della chiesa. A questo lavoro frutto d’ingegno ed operosità, ogni anno fattivamente e manualmente con passione e bravura nelle sere antecedenti la festa, vi lavorano alcune donne e uomini di Marta, il tutto all’interno del chiostro del convento, annesso alla chiesa della Madonna del Monte. Tra canti e cori alla Madonna, tra intrecci d’alloro, fiori, frutta ed altro, uniti ad un taglio di mani esperte, prende corpo il Festone, che il 13 e sera, vigilia della festa, verrà posto fuori del portale del Santuario. Un grazie di cuore da tutta la popolazione, và al nuovo gruppo di donne e uomini Martani,uniti ai fratelli Franco ed Ivaldo Sassara gli onnipresenti, i quali da giorni, con grande passione e fede, uniti ad un lavoro laborioso, hanno realizzato, quello che è a buona ragione, definita, la Perla delle passate ( Il più visto ed ammirato FESTONE) che adorna come una gemma, il portale della chiesa del Monte.
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