E’ una festa questa del 14 maggio,
che ogni anno puntualmente si ripropone in questo periodo e come
dicono in tanti, toglie il respiro a chi in questo particolare
giorno viene a Marta ed assiste alle “Passate”, Questo
appuntamento religioso, trasmette grandi emozioni, sia per quelli
che vi partecipano, che per i numerosi turisti, i quali da tutt’Italia,
vengono ad ammirare questo trionfo del lavoro dell’uomo,
unito all’ offerta dei frutti della natura, in onore della
Madonna Santissima del Monte. Una festa che ha una caratteristica
unica sul territorio nazionale, coinvolgente e passionale, che
viene da una tradizione religiosa molto sentita nel paese e che
quest’anno ricade di Domenica. Un appuntamento atteso tutto
l’anno, fatto di inventiva, sacrifici e rinunce, dove ragazzi
ed adulti lavorando per mesi, dentro cantine, rimessaggi e garage,
hanno ultimato quei gioielli, chiamate Fontane, (carri ricolmi
di frutta e fiori, zampillanti di vino), che questa mattina, lasceranno
di certo a bocca aperta gli spettatori. Mesi e mesi di lavoro,
che ha coinvolto gran parte della popolazione Martana, la quale
tra canti, cori e cene sul posto, ha trascorso in allegria durante
le lunghe serate di preparazione, un momento di aggregazione tra
i vari gruppi, che sono la molla scatenante ed il collante, che
rende questa festa grande e piena di inventiva, con vere e proprie
opere d’ingegneria che lasciano stupiti i turisti. Il merito
riconosciuto da tutti e che ha dato una impronta più religiosa
molto sentita, và all’infaticabile parroco di Marta
Don Roberto Fabiani, in quale con una iniziativa unica nella storia,
ha più volte invitato tutti i Passanti delle 4 categorie,
ha partecipare dentro la chiesa del Monte, agli incontri serali,
che hanno sempre visto una grande presenza degli uomini di Marta,
i quali hanno sempre aderito all’invito del sacerdote, riempiendo
il Santuario, gli stessi Passanti, hanno con devozione e compostezza,
pregato la Madonna, intonando canti Mariani e cori, alla Madre
Celeste, protettrice dei giovani di Marta. In queste lunghe settimane
di preparazione alla festa del 14 maggio, grazie al gruppo dei
“ mietitori”, il centro storico del paese, ha vissuto
un momento di particolare animazione, dovuta alle prove corali
dei mietitori, i quali nella cantina di Arcangelo Montecchi, tra
un buon bicchiere di vino e qualche spuntino, ha provato le antiche
canzoni rivolte alla Madonna del Monte, che riecheggiavano nelle
piazze, vie e borghi antichi, e che hanno sempre visto, una numerosa
presenza, sia di gruppo che di ascoltatori. Anche le altre categorie,
durante l’allestimento delle famose “ fontane”,
carri e barche, hanno intonato i canti alla Madonna, con i rituali
Evviva Maria, sia lodato il Santissimo Sacramento, Evviva la Madonna
Santissima del Monte, Evviva Gesù e Maria, echi che si
diffondevano nelle buie notti Martane, antecedenti la festa, le
quali come un tam tam, si univano a quelli dei vari gruppi, che
operavano nelle cantine adiacenti e nei magazzini, in una corale
che faceva venire i brividi sulla pelle, soprattutto quando si
sentiva intonare, l’Ave Mari Stella. Giunta attraverso i
secoli di storia, tra guerre carestie, momenti difficili ed anche
gioiosi per il paese, la “ PASSATA”, è una
festa genuina, che conserva l’integrità di un mondo
contadino di una volta, che si ricongiunge con un ponte di fede
al presente, fatto di simboli e la gestualità dei “passanti”
che ogni martano, riconosce come propria e degli antenati. Questo
processione itinerante, dove fiori, frutta, pesci di dimensioni
eccezionali portate su vere barche a spalla dai pescatori, casenghi
sui cavalli, bifolchi con i tipici costumi di un tempo, fanno
rivivere un tuffo nel passato indimenticabile , che affonda le
proprie radici su una cultura agreste e contadina, piena di significati
e valori mai sopiti. L’offerta poi che ogni passante pone
sull’altare ai piedi del quadro benedetto che ritrae la
Madonna con il Bambino, è un momento intenso di fede, interrotto
dal rullo del tamburino, che apre il corteo ad ogni categoria.
Ed è in questo particolare momento, che ognuno si sente
protagonista offertante, nel momento in cui, passando davanti
all’altare ed inginocchiandosi, lascia il proprio grano,
pesce, formaggi, frutta, ai piedi dell’affresco, al grido
di evviva Maria, Sia lodato il Santissimo Sacramento, Evviva la
Madonna Santissima del Monte, evviva Gesù e Maria, mentre
come d’incanto si ode il coro soave dei mietitori entrare
in chiesa, facendo rabbrividire la gente che affolla la navata,
con quelle canzoni Mariane, che rievocano sentimenti antichi mai
sopiti tra la gente di Marta.
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