Paese sulla sponda meridionale del lago di Bolsena,
è un paese di circa 3500 abitanti, sorto là dove
le acque danno vita all'emissario omonimo. Agli occhi del visitatore
appare un borgo di origine medioevale, abitato da agricoltori
e pescatori, con stradine e viuzze arroccate attorno alla torre
ottagonale, che si dice costruita con i resti dell'antica Bisenzio.
Il nuovo è rappresentato dal lungolago alberato, dal porticciolo
per piccoli natanti tra caratteristiche barche di pescatori, dalle
spiagge fuori dall'abitato rubate agli orti ben coltivati che
raggiungono le rive. Da qui il nome di lago contadino.
Diverse e leggendarie sono le notizie sull'origine. C'è
chi sostine che Marta sia stata fondata da un pronipote di Noè,
circa 2000 anni a.C.; chi riconosce il fondatore nel re di Chiusi
il quale scelse il luogo per farne una fortezza; chi la ritiene
fabbricata sulle rovine di Cartes, già prosepera prima
che fiorisse Bolsena. Per alcuni il nome proveniente dal vocabolo
fenico Marath, per altri è invece Larthe Oppidum, come
fu chiamata da Porsenna;e proprio a Lars Porsenna si volle dedicare
alla via Laertina lungo la quale si estese il centro abitato,
quando il castello diventò troppo angusto. Fonti storiche
certe si hanno solo a partire dal 729, quando fa parte del Patrimonio
di S.Pietro in Tuscia.Varie Signorie interromperanno il potere
temporale dei Papi: i Prefetti di Vico, i Signori di Bisenzio,
Angelo Tartaglia, gli Orsini, i Farnese.Dal 1537 appartinene al
Ducato di Castro, finchè questo verrà distrutto
nel 1649. A quel periodo rinascimentale risale il palazzo a fianco
della sede comunale.Ritorna al dominio dei Papi sino all'Unità
d'Italia. Marta, piu' che per condottieri e signori, è
ricordata per le sue tradizioni, il lavoro dei suoi abitanti,le
leggende e gli studi nati attorno ai riti religiosi, quali la
Barabbata, festa tuttora vitale per la sua popolazioni. L'unico
avvenimento di una certa risonanza storica è legato all'isola
Martana. Qui fu segregata ed uccisa nel 534 la sfortunata regina
degli Ostrogoti, Amalasunta. Protagonista da sempre il lago, con
i suoi umori e le sue tramontane, ancora oggi, proprio per il
mancato decollo dell'industrializzazione e dello sviluppo turistico
di massa, questa indubbia risorsa ambientale sembra voler regolare
ed influenzare la vita di tutti i giorni,il clima ed il lavoro
dei martani. Leggendaria la pesca delle pregiate anguille un tempo
catturate sopratutto alla Cannara.Ne andava tanto ghiotto il Papa
Martino IV da meritarsi il Purgatorio dantesco.Del resto, il pesce,
che fin dall'origine ha rappresentato la risorsa economica principale,
ora in pieno sviluppo terziario, ha dato luogo ad un fiorente
commercio che è divenuto una caratteristica sttività
locale. Le varie cooperative commerciano non solo prodotto locale,
ricavato dalla pesca quotidiana,ma anche il pescato dei laghi
vicini e il pesce di mare. Gli operatori, oltre a fornire o gestire
in proprio i mercati della provincia e delle zone vicine, hanno
esteso la loro area operativa anche agli importanti mercati all'ingrosso
del Centro-nord. Il clima mite, la posizione geografica offrono
inoltre, nel campo agricolo, la possibilità di colture
tipicamente mediterranee, quali l'olivo e la vite. Le qualità
di queste produzioni sono ottime, basti ricordare la famosa Cannaiola,
vino rosso da dessert a produzione limitata e familiare, dal caratteristico
gusto dolce.