Il Comune di Viterbo

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piazza del sacrario nel comune di viterbo

La Storia del Comune di Viterbo: è da individuare nell'Alto Medioevo. I Longobardi e il loro ultimo re Desiderio conquistarono e fortificarono un antico villaggio, detto da allora Castrum Viterbii, sul Colle del Duomo. Il nome della futura Città, di incerta etimologia, inizia ad apparire nelle fonti della metà del VIII secolo. Sul colle del duomo nel Comune di Viterbo era esistito un modesto centro abitato etrusco il cui nome era Surrena o Sorrina, il quale passò ai Romani successivamente al 310 a.c. i quali lo trascurarono in favore del municipio di Surrena Nova, nato sulla collina antistante (Riello), e delle numerose ville patrizie sorte nei pressi degli stabilimenti termali lungo la Via Cassia (se ne contano ben quindici).
La fortificazione del Castrum Viterbii, che comprendeva anche una piccola pieve cristiana dedicata a S. Lorenzo, passò ai Franchi nel 774 e quindi fu donata da Carlo Magno alla Chiesa, che proprio in quegli anni, grazie a questa e ad altre donazioni territoriali, costituiva il primo nucleo dello Stato Pontificio.

il palazzo papale nel comune di  viterbo

Il Palazzo Papale nel Comune di Viterbo : Fu costruito tra 1255 e 1267 ed è uno dei simboli del territorio del Comune di Viterbo. Il palazzo dei papi a Viterbo è sede del Vescovado e ospita la Biblioteca e Archivio Diocesano.
Home / Il Comune di Viterbo - La storia ed il territorio

IL COMUNE DI VITERBO

Il Comune di Viterbo centro del Lazio settentrionale e Capoluogo della provincia di Viterbo. Il Comune di Viterbo sorge ai piedi dei Monti Cimini ed il nucleo storico si distende sopra un pianoro ondulato, ad un’altitudine media di 350 metri, tra i Colli di San Lorenzo, San Francesco, dei Tignosi e di Pianoscarano. Il Comune di Viterbo è attraversato dal Torrente Urcionio, in gran parte coperto, e dal Torrente Mola che, prima di gettarsi nel primo, si congiunge a quello di Paradosso. Il Comune di Viterbo si trova al centro di una ricca campagna, a 35 Km. dal Mar Tirreno e la sua famosa Tarquinia, a 30 Km. dal Lago di Bolsena con l’omonima cittadina ed a 15 Km. dal Lago di Vico con la vicina Caprarola ed il suo Palazzo Farnese.
il Comune di Viterbo è unito a Roma dalla Strada Cassia e Strada Cimina (circa km. 80), da due ferrovie e da un efficiente servizio di autopullman. Il Comune di Viterbo è ancor oggi racchiuso da possenti mura in peperino la cui costruzione è iniziata nel 1095 e completata nel 1268. Sono alte oltre dieci metri, con torri ben conservate e porte medievali ancora intatte; il nucleo di Viterbo ha mantenuto l’aspetto medievale in particolare nel quartiere di San Pellegrino, con palazzi e torri del XIII secolo. Il più importante complesso monumentale del Comune di Viterbo è indubbiamente il Palazzo Papale sul Colle del Duomo che rappresenta un’insigne testimonianza di architettura gotica, con bifore, merli, archi rampanti; è ornato da una splendida loggia sostenuta da una volta, mentre la piazza è completata dalla cattedrale con facciata rinascimentale e dal suo bel campanile trecentesco. Famosissime sono anche le numerose fontane “a fuso” che ornano le strade e le piazze del Comune di Viterbo, risalenti per lo più allo stesso periodo. Altri monumenti importanti nel Comune di Viterbo sono la Rocca Albornoz, sede del Museo Nazionale e la Chiesa Santa Maria della Verità, al cui fianco è il Museo Civico, con importanti testimonianze della storia del Comune di Viterbo; poi Palazzo Farnese, Chigi, del Podestà e del Comune, con la sua torre alta ben 44 metri. Nei dintorni del Comune di Viterbo si trovano la Chiesa di S.Maria della Quercia, armoniosa costruzione rinascimentale, la Villa Lante a Bagnaia, disegnata dal Vignola, le rovine romane di Ferento e quelle etrusche di Castel D’Asso. Le origini del Comune di Viterbo traspaiono dai reperti archeologici che sono stati ritrovati nei secoli, indicanti l’esistenza, fin dai primordi del neolitico, di una popolazione etrusca autoctona: intorno al Comune di Viterbo, i ritrovamenti al Rinaldone e le tombe del Riello ne sono la testimonianza.
Nell’VIII secolo dell’era cristiana, il castrum viterbii, era questo il suo nome, attirò l’attenzione di re Desiderio, ultimo re dei Longobardi che,volendo invadere il Ducato di Roma, venne qui con un forte esercito, fortificò la città di Viterbo con mura e possenti torri e vi fece la sua base, da cui partire per la conquista della città eterna.
Fu però atterrito dalle scomuniche inviategli dal Papa Adriano I, ma forse anche dall’esercito di Carlo Magno, re dei Franchi, che il Papa aveva chiamato in aiuto; abbandonò così i suoi propositi di conquista e risalì velocemente verso la Toscana.
Il Comune di Viterbo ne trasse molti benefici, in quanto, fortificata come era, attirò gente dai borghi vicini ed anche molti longobardi decisero di rimanervi. Viterbo cominciò così ad acquisire importanza politica e militare su tutto il territorio e ad ingrandirsi notevolmente. Nei secoli successivi la città di Viterbo fronteggiò le scorrerie dei Turchi, che si erano impadroniti di Civitavecchia e quelle dei Normanni. Nel 1148 la città di Viterbo si costituì in libero Comune, promulgando nel 1251 il proprio Statuto, uno dei primi esempi in Italia. A Viterbo, chiamata ancora oggi la Città dei Papi,vennero tenuti nel XIII secolo diversi conclavi (riunione dei cardinali per la nomina del Papa), tra cui quello più lungo che la storia ricordi; anzi la stessa parola conclave è stata adoperata per la prima volta quando i viterbesi tennero chiusi cum clave (a chiave), appunto nel Palazzo Papale, i cardinali perché si affrettassero ad eleggere il Papa. Durante le lotte tra Papato ed Impero, la città di Viterbo ebbe alterne vicende, l’imperatore Federico II le concesse vari privilegi, tra cui quello di coniare moneta; Viterbo divenne capoluogo del Patrimonio di San Pietro, cioè di tutti i territori donati alla Chiesa; Viterbo fu eretta sede vescovile nel 1192. La storia ci riferisce che fino al XIV secolo vennero intraprese continue lotte per la supremazia del territorio di Viterbo, prima tra le Famiglie più importanti, poi contro Roma ed infine contro gli Imperatori. Fu una guerra continua per l’acquisizione dei villaggi vicini e per il predominio sulla Città di Viterbo.
Nei secoli successivi Viterbo ritornò sotto il dominio di Roma, seguendone da allora le sorti. Viterbo continuò ad attrarre visitatori da tutto il mondo, non solo come tappa obbligata sulla Via Francigena che dall’Inghilterra, attraverso la Francia, portava i pellegrini a Roma verso la Tomba di San Pietro, ma perché la fama dei miracoli di una Santa fanciulla di nome Rosa, protettrice della Città, attirava presso il suo monastero imperatori, capi di stato e persone di ogni rango.Viterbo deve la sua importanza anche alle sue acque sorgive minerali che sgorgano nei dintorni della Città e l’hanno resa famosa fin dall’antichità per le sue acque sulfuree che hanno alimentato le numerose terme etrusche e romane, i cui ruderi sono sparsi sul territorio. Attualmente le terme di viterbo, con l’acqua che sgorga alla sorgente del Bulicame a 52°C, sono in funzione degli stabilimenti termali dotati di alberghi e sofisticate attrezzature.
La visita al Centro Storico del Comune di Viterbo può iniziare da Piazza del Plebiscito, sita a breve distanza dalla grande area di parcheggio del Sacrario. Si perviene alla piazza percorrendo Via Filippo Ascenzi, creata negli anni '30, sulla quale prospettano il Palazzo delle Poste (Cesare Bazzani, 1935) e il retro della Chiesa di S. Maria della Salute (XIV secolo) con il suo splendido portale. Piazza del Plebiscito, dominata dalla Torre dell'Orologio (1487) e con due leoni in nenfro agli angoli, è il centro della città e fu creata verso la metà del '200 per ospitare la nuova sede del Comune. E' chiusa su tre lati dalle facciate dei palazzi che appartennero nei secoli passati ai Priori, al Podestà e al Capitano del Popolo. Degno di visita è il PALAZZO DEI PRIORI, sede del Comune di Viterbo, realizzato tra XIII e XVII secolo, con il bel colonnato duecentesco e il piano nobile affrescato nel '500 (Sala Regia e Sala del Consiglio) con temi riguardanti le origini mitologiche viterbesi. Nel giardino è un'elegante fontana del XVII secolo, di Filippo Caparozzi. Sul quarto lato della piazza è la Chiesa di S. Angelo in Spatha e lo sbocco di Via Cavour, aperta nel 1573, che taglia in due il Palazzo delle Carceri.

particolare della fontana di piazza delle erbe nel comune di viterbo

Il Comune di Viterbo capoluogo della Provincia di Viterbo dal 1927 (territorio di 60 comuni con circa 300.000 abitanti), consta di un vasto centro storico cinto da mura ed espansioni moderne circostanti, tranne a sud-ovest, dove si estendono zone agricole, archeologiche e termali.

il quartiere sanpellegrino nel comune di viterbo

Si hanno poche notizie riguardanti la storia locale nei secoli IX e X, tuttavia è ipotizzabile una ripresa economica e demografica in base alla quale il Castello sul Colle del Duomo si espanse con nuovi borghi al di fuori delle proprie mura, fondendosi con altri "vici" che nel frattempo si andavano sviluppando su altre alture circostanti e creando un tessuto urbano che da lì a un paio di secoli sarebbe stato circondato da una cinta muraria.

il palazzo dei priori sede del comune di viterbo

Imboccando Via San Lorenzo, ci si inoltra nel nucleo più antico della città. Dopo alcuni metri, si apre sulla destra Via Chigi con l'omonimo palazzo quattrocentesco e poco oltre PIAZZA DEL GESU', il primitivo centro della vita urbana. Qui si possono osservare i resti dell'antico palazzo comunale (XI secolo), inglobati in un edificio posteriore, la Torre del Borgognone (XII secolo), la Fontana del Gesù (1923, con frammenti rinascimentali) e la Chiesa di San Silvestro (XI secolo), dalla semplice e singolare struttura romanica, nota per esservi avvenuta l'uccisione di Enrico di Cornovaglia il 13 marzo 1271, ricordata da Dante nell'inferno.
Via S. Lorenzo, che percorre a ritroso il cammino di sviluppo della Viterbo medioevale, conduce nell'alberata Piazza della Morte, con l'omonima fontana a fuso (XIII secolo), probabilmente la più antica della città. Sulla piazza si affacciano anche la Loggia di San Tommaso ('200) e la Chiesa di S. Giacinta Marescotti (1960, vi si venera il corpo della santa di Vignanello, 1585-1640) con il Monastero di S. Bernardino. Dalla piazza prende avvio il Ponte del Duomo, sorto su basi etrusco-romane, fiancheggiato dal Palazzo del Drago a sinistra e dal PALAZZO FARNESE a destra, entrambi del '400. Siamo ormai sul Colle del Duomo, luogo del più antico nucleo di Viterbo, il longobardo Castrum Viterbii.

 

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