|

La valle dei calanchi - introduzione:
I calanchi sono delle particolari forme di erosione create
dagli agenti atmosferici, in particolare dalle acque pluviali,
nelle argille del Pliocene depositate in più riprese
dall'oceano, soprattutto attorno a due milioni di anni
fa: la relativa fluidità e l'incoerenza di questo
strato geologico determinano dei fenomeni erosivi che
si presentano come dei profondi "tagli" nei
fianchi delle alture, "ferite" in cui non riescono
a crescere le piante per la continua attività erosiva.
Sopra questi strati caratterizzati
dai calanchi poggiano quelli creati dall'attività
eruttiva del complesso vulcanico vulsino.
Osservando la rupe su cui poggia Civita
di Bagnoregio si possono notare le diverse stratificazioni
geologiche: dal basso verso l'alto troviamo argille ed
argille sabbiose; su queste poggiano sabbie e conglomerati.
Questi strati, formano la base per i prodotti vulcanici,
base assai incoerente e quindi soggetta ad un'intensa
attività erosiva.
Il territorio della valle dei
calanchi:
Gran parte del comprensorio della Valle dei Calanchi è
proposto per l'istituzione di un area protetta. Questo
territorio di alto valore naturalistico, denominato "Forre
della Teverina" è compreso nei Comuni di Bagnoregio,
Castiglione in Teverina, Celleno, Civitella d'Agliano,
Graffignano e Lubriano. In esso sono presenti notevoli
testimonianze del periodo etrusco: presso Castiglione
la necropoli in località Sermugnano e l'abitato
di Pianello ed, in generale i diversi nuclei di necropoli
e le antiche strade scavate nella roccia sono sparsi un
po' ovunque.
La vegetazione della valle dei calanchi:
La morfologia collinare è talora dolce e verdeggiante,
talvolta aspra e brulla, approfondita da corsi d'acqua
a regime torrentizio che trasportano detriti e materiali
strappati ai teneri strati argillosi.
Le aree caratterizzate da un substrato argilloso sono
spesso denudate: la forte attività erosiva non
consente alla vegetazione di crescere; inoltre l'impermeabilità
delle argille impedisce l'imbibizione del terreno da parte
delle piogge, cosicché già alla fine della
primavera le poche erbe cresciute, soprattutto specie
annuali, sono quasi tutte già secche.
Alla base dei calanchi riescono a crescere alcuni elementi
arbustivi come le ginestre (Spartium junceum), l'olmo
(Ulmus minor), la rosa canina (Rosa canina), il rovo (Rubus
sp.) e il biancospino (Crataegus sp.). Nelle zone pianeggianti
troviamo inoltre piccoli boschi di castagno (Castanea
sativa), carpino bianco (Carpinus betulus), orniello (Fraxinus
ornus), roverella (Quercus pubescens) e cerro (Quercus
cerris).
La copertura della vegetazione è più importante
nelle zone in cui il substrato geologico è caratterizzato
dai prodotti vulcanici, spesso sotto forma di plateau
di tufo.
La maggior capacità di trattenimento dell’acqua
piovana, la minore erodibilità, l’abbondanza
di elementi chimici come il potassio utili al nutrimento,
facilitano l’esistenza di aree boscate caratterizzate
soprattutto da querceto misto.
La fauna della valle dei calanchi:
Il popolamento animale del comprensorio non si distingue
molto da quello presente, in generale, in tutta la Tuscia:
ci si trova in un'area caratterizzata da geomorfologia
collinare con territori sottoposti a colture agricole
e tratti di aree boscate. Tra gli uccelli sono presenti
diversi rapaci diurni e notturni: tra i primi segnaliamo
lo sparviere (Accipiter nisus), la poiana (Buteo buteo),
il gheppio (Falco tinnunculus) ed il lodolaio (Falco subbuteo);
tra i notturni sono presenti la civetta (Athene noctua),
il barbagianni (Tyto alba), l'assiolo (Otus scops), il
gufo comune (Asio otus) e l'allocco (Strix aluco). Tra
gli altri uccelli presenti il picchio verde (Picus viridis)
nelle aree boscate, il martin pescatore (Alcedo atthis)
nei pressi dei corsi d'acqua, la taccola (Corvus monedula)
ed il piccione (Columba livia) negli abitati e sulle rupi
tufacee. Tra i mammiferi sono frequenti la volpe (Vulpes
vulpes), l'istrice (Hystrix cristata), il riccio (Erinaceus
europaeus), il cinghiale (Sus scrofa); tra i mustelidi
sono presenti il tasso (Meles meles), la faina (Martes
foina) e la donnola (Mustela nivalis). Nei corsi d'acqua
dell'area, di cui i principali sono il Rio Torbido ed
il Fosso di Lubriano, è possibile osservare il
raro tritone crestato (Triturus cristatus) e la salamandra
pezzata (Salamandra salamandra). Interessante la presenza
della lepre italica (Lepus corsicanus), in via d'estizione
poiché sopraffatta dalla lepre europea (Lepus europaeus)
importata a scopo venatorio. Una curiosità: nelle
zone più impervie dei calanchi, dove raramente
l'uomo giunge, vivono gruppi di capre ormai selvatiche.
|
|