CHE COS'E' UN AGRITURISMO BIOLOGICO:
In questi ultimi anni molte persone, soprattutto giovani,
si sono avvicinate alla problematica dell’agriturismo
pensando di risolvere problemi occupativi o di affermare
una propria scelta di vita. Fare dell’agriturismo,
specie se biologici, cioè a partire da un’azienda
biologica, è una cosa affascinante, non impossibile
per le persone comuni, ma comunque più difficile
di quanto si possa pensare.
I requisiti fondamentali per un agriturismo
viterbo: Per prima cosa va specificato che
l’attività agrituristica, regolata dalla
Legge quadro nazionale 730 del 1985 e dalla legge regionale
n°18 del 1998, è un’attività connessa
e complementare a quella agricola. Dunque l’agriturismo
può essere esercitato solo da agricoltori. Complementarietà
significa tuttavia una cosa di più della connessione:
l’attività agricola in senso stretto, quella
di produzione, deve occupare maggior tempo di quella ricettiva.
Qualche legge regionale è ancora più restrittiva,
laddove richiede che persino il reddito dell’attività
agricola resti maggiore di quello dell’agriturismo.
Requisito quest’ultimo difficile da rispettare in
zone particolarmente svantaggiate come quelle montane.
Come fare la domanda di autorizzazione
per aprire un agriturismo:Per aprire un’attività
agrituristica la normativa regionale prevede che ogni
agricoltore che voglia intraprendere l’attività
debba fare domanda al Sindaco del Comune dove è
ubicato il fondo agricolo nel quale si vuole esercitare
l’attività stessa. La domanda va accompagnata
da una relazione che indichi esattamente quali attività,
tra quelle permesse, si vuole svolgere; inoltre va presentata
una documentazione che attesti il titolo di possesso dei
terreni interessati all’attività; è
richiesto infine copia dei libretti sanitari degli operatori
ed il parere della locale Azienda Sanitaria su strutture
e impianti dell’agriturismo che si vuole realizzare.
Quali attività si possono svolgere presso l’agriturismo:
Normalmente nell’agriturismo è possibile:
ospitare i turisti in azienda, anche nei locali di abitazione
dell’agricoltore pure se ubicati nel centro abitato,
nonché in spazi idonei per agricampeggio; somministrare
pasti e bevande costituiti prevalentemente da produzioni
proprie o comunque da alimenti ricavati prevalentemente
da produzioni proprie;
vendere direttamente i propri prodotti; organizzare attività
ricreative e culturali nell’ambito dell’azienda.
Il numero di posti letto massimo consentito è fissato
in 20 presso delle camere cui aggiungere altri 30 posti
in agricampeggio. Qui occorre verificare l’ampiezza
dell’azienda per sapere il numero esatto di posti
letto massimo ammesso.
Requisiti igienico-sanitari dell’agriturismo:
Oltre al possesso del libretto sanitario, la legge regionale
prevede l’obbligo di parere della locale Azienda
Sanitaria. Ciò significa che la ASL competente
effettuerà, su richiesta del Sindaco, un sopralluogo
per determinare l’idoneità delle attrezzature
e dei locali che vengono utilizzati sia per l’attività
di somministrazione di alimenti e bevande che per quella
di ospitalità in camere e agricampeggio. Soprattutto
se si fa richiesta di tenere un laboratorio di produzioni
alimentari, ma comunque più in generale per la
semplice attività di somministrazione di alimenti
e bevande, ci si deve aspettare una giusta attenzione
degli ufficiali sanitari che sicuramente chiederanno,
per esempio, zanzariere alle finestre e tende antimosche
alle porte; placcaggio delle superfici murali degli ambienti
cucina-laboratori-servizi; richiesta di attrezzature idonee
per la cucina e per la preparazione degli alimenti; numero
minimo di servizi per i collaboratori e per il pubblico
di cui almeno uno idoneo per portatori di handicap; certificazione
dell’acqua potabile; depurazione fognaria, etc.
Va segnalato che quando non si dispone di acqua della
condotta comunale cioè in casa di pozzo o sorgente,
occorrono almeno quattro analisi in un anno, una per stagione,
prima di ottenere la certificazione della sua potabilità
(sorgente o pozzo). Altri problemi possono sorgere circa
la superficie minima delle singole stanze per l'ospitalità:
Normalmente è richiesto il requisito della civile
abitazione ed un numero di bagni non inferiore ad uno
ogni quattro posti letto. Ricordiamo, infine, che il laboratorio
di preparazione degli alimenti è indispensabile
solo se gli stessi vengono venduti al di fuori delle somministrazioni
in azienda; in caso contrario è sufficiente utilizzare
il locale cucina. Il consiglio, in definitiva, per tutta
la problematica igienico-sanitaria è di consultare
la locale ASL, prima di iniziare l'attività e soprattutto
prima di iniziare eventuali ristrutturazioni dei locali
da adibire ad agriturismo. Norme contabili ed
amministrative per l’ agriturismo: Un operatore
agrituristico, lo abbiamo già detto, è un
agricoltore. Tuttavia la contabilità dell’agriturismo
va separata, quindi con specifico registro dei corrispettivi
giornalieri e registro delle fatture emesse, rispetto
alla restante attività agricola. Oltretutto l’attività
agrituristica ha un regime IVA differenziato (aliquota
pari al 10%). L’agricoltore deve denunciare al competente
Ufficio IVA l’inizio attività agrituristica.
La recente legge regionale obbliga gli operatori agrituristici,
giustamente, all’esposizione al pubblico del menù.
Tutti gli esercizi agrituristici devono comunicare annualmente,
al Comune, le tariffe praticate. Dal punto di vista reddituale
va ricordato che, per le aziende individuali, ai sensi
della Legge 413/1991 l’agriturismo determina forfetariamente
il reddito imponibile ai fini IRPEF e ILOR in misura del
25% del giro d’affari al netto di IVA. Anche il
calcolo dell’IVA da versare all’erario avviene
su base forfetaria, nella misura del 50% dell’IVA
complessivamente incassata, fatto salvo chi opera in contabilità
ordinaria che porterà in detrazione tutta l’IVA
sugli acquisti per agriturismo e dovrà versare
tutta l’IVA dei ricavi agrituristici. Altro adempimento
amministrativo importante è conseguente all’assimilazione
degli agriturismi agli esercizi alberghieri per quanto
attiene l’obbligo di comunicare alla locale autorità
di pubblica sicurezza i nominativi delle persone ospitate.
Norme previdenziali per agriturismo: Valgono le norme
di inquadramento in agricoltura, fatto salvo il principio
di connessione dell’attività agrituristica
con l’attività agricola principale. In sostanza
quando è fatto salvo questo principio chi lavora
in agriturismo è inquadrato nel settore agricolo,
se no nel settore previdenziale del commercio. Non c’è
completa concordanza su questo punto tra i vari uffici
della pubblica amministrazione che si occupano di previdenza:
secondo alcuni di essi il personale che opera in agriturismo
è da inquadrarsi comunque nel settore commerciale.
Vendita dei prodotti dell’ agriturismo: L’agricoltore
che vende i propri prodotti non ha necessità di
specifica licenza di commercio; ci si avvale della L.59/1963.
L’operatore agrituristico, anche se non ha fatto
domanda di autorizzazione alla vendita diretta ai sensi
della predetta legge 59, con la stessa richiesta di autorizzazione
all’esercizio di agriturismo, può ottenere
anche il permesso di effettuare in azienda la vendita
diretta dei propri prodotti.
Norme edilizie per l’ agriturismo: Per le attività
agrituristiche possono essere utilizzati tutti i locali
dell’azienda agricola, purché idonei dal
punto di vista igienico-sanitari, a prescindere dalla
loro destinazione urbanistica. Va rilevato che gli stessi
edifici, per il solo fatto di essere adibiti all’attività
agrituristica, non mutano destinazione d’uso. Per
l’agriturismo biologico altri adempimenti: Tutto
quello che abbiamo appena detto vale per ogni tipo di
agriturismo, ma in che cosa si differenzia l’agriturismo
biologico da uno convenzionale? C’è da dire
che entro breve tempo AIAB dovrebbe disporre di specifico
disciplinare di produzione per l’agriturismo biologico,
frutto di un’evoluzione del disciplinare suddetto.
In definitiva chi vuole fare un agriturismo biologico
deve rispettare le norme generali previste per un’attività
agrituristica, possedere e condurre, naturalmente, un’azienda
biologica certificata; sforzarsi, infine di applicare
le regole di conduzione ecologica dell’attività
agrituristica.